Roma, 22 ott. - (Adnkronos) - "Non riesco davvero a comprendere l'atteggiamento del Pdl. Non me lo spiego. Ora parlerò con ognuno dei 12 membri Pdl della commissione per chiarire e cercare di ricucire lo strappo. La commissione c'è, è operativa e deve partire". Lo dice Rosy Bindi mentre sul suo smartphone continuano ad arrivare messaggi di complimenti per la sua elezione a presidente dell'Antimafia. "E me ne sono arrivati anche da tanti deputati del Pdl...", riferisce. "Che l'Antimafia dovesse andare al Pd, mi pare fosse pacifico. Non abbiamo l'Interno, non abbiamo la Giustizia, al Copasir c'è un leghista... Quindi non mi spiego questa reazione del Pdl. Quanto al mio nome, si sapeva sin dall'inizio della legislatura", aggiunge Bindi. Forse un problema personale verso l'antiberlusconiana Bindi? "Non credo ci sia un problema nei miei confronti. L'altra sera, alla riunione del Pd sull'Antimafia, ho detto che se c'era un nome che aveva più chances di unificare e se mi avessero chiesto di fare un passo indietro, io lo avrei fatto. Ma nessuno me lo ha chiesto o mi ha detto che c'era un problema sul mio nome". Bindi ricorda di aver già presieduto un incarico istituzionale, ovvero la vicepresidenza della Camera, senza che nessuno la potesse accusare di non essere al di sopra delle parti: "Ho avuto, a volte, più problemi con il mio partito che con gli altri. E poi, antiberlusconiana io... Veramente sono stata l'unica del Pd a suggerire a Berlusconi di dimettersi in modo che il capo dello Stato potesse eventualmente analizzare meglio una richiesta di clemenza. L'ho potuto dire per la mia storia, ma l'ho detto e sono stata l'unica del Pd a farlo".




