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Datagate, Minniti: garantita privacy italiani

domenica 27 ottobre 2013
Datagate, Minniti: garantita privacy italiani

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Roma, 23 ott. (Adnkronos/Ign) - Sul caso Datagate "è stata garantita la privacy delle comunicazioni tra cittadini italiani all'interno del territorio nazionale, oltre che delle comunicazioni originate dalle sedi diplomatiche all'estero". Così Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, durante l'audizione davanti al Copasir, come riferisce una nota del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Nel corso della lunga audizione - si legge nella nota - il sottosegretario Minniti, anche rispondendo puntualmente alle domande e osservazioni poste dai membri del Comitato, ha riferito su varie tematiche di estrema attualità, tra le quali il cosiddetto Datagate e i rapporti tra Comitato-Governo-Servizi di sicurezza. Minniti "ha riconfermato la non conoscenza dell'esistenza del programma Prism da parte del governo e della nostra intelligence" si legge nel comunicato del Comitato di palazzo San Macuto, presieduto da Giacomo Stucchi. E "fin dalle prime notizie di stampa sul caso Snowden - ha riferito il sottosegretario - sono stati attivati canali diretti con gli Usa, con lo svolgimento di importanti incontri bilaterali, ai massimi livelli tecnici, che si sono aggiunti agli incontri svolti dal gruppo di lavoro Ue-Usa costituito appositamente nello scorso mese di luglio". "Con riferimento alle modalità operative ed ai rapporti tra Comitato e governo - si legge nella nota del Copasir - l'Autorità delegata ha confermato, nel pieno rispetto della legge istitutiva del Comitato, l'ampia disponibilità ad un confronto costante e continuo, anche a periodicità mensile, per garantire al Comitato stesso la piena agibilità per l'esercizio delle funzioni ad esso attribuite". "I Servizi garantiscono in maniera continuativa la sicurezza del Paese" dice all'Adnkronos il vice presidente del Copasir, Giuseppe Esposito, tracciando un bilancio dell'audizione. "Abbiamo avuto un incontro a tutto tondo con l'Autorità delegata - spiega il senatore del Pdl - nel quale con schiettezza e dovizia di particolari Minniti ha illustrato la situazione dei Servizi Segreti oggi in Italia, con riferimento al Datagate e alle nuove emergenze dell'ultimo periodo". "Sono soddisfatto - rimarca Esposito - perché con questa audizione - è la nona dall'inizio del nostro mandato - si conferma una continuità di dialogo che dà garanzia e tranquillizza anche sull'operato del nostro Comparto Intelligence, che lavora a tutela della sicurezza dei cittadini e dell'intera collettività". Per Felice Casson, senatore del Pd e membro del Copasir, quello che riguarda l'Nsa "è un caso che va approfondito. Ci sono canali istituzionali, ma va capito anche al di là di questi canali cosa può essere successo". "Certo i numeri sono impressionanti - sottolinea Casson - nel senso che già in Francia parlare di 70 milioni di dati che sono stati usati illegalmente desta preoccupazione. Perché nessuno è in grado di dire che questo sia stato limitato alla Francia. Anzi la logica fa pensare che possa essere successo anche da altre parti". "Io non esco tranquillo da questa audizione" afferma Claudio Fava, parlamentare di Sel e membro del Copasir. "Ci sono documenti pubblici negli Stati Uniti che spiegano meticolosamente il loro sistema di raccolta dati a strascico. Questa - conclude - non è una nostra lettura di fondi del caffè: sono documenti ufficiali". Prende le distanze dalle parole di Minniti il Movimento 5 Stelle. "Non ci sentiamo di condividere la serenità palesata dall'Autorità delegata - dichiarano i membri M5S del Copasir, Vito Crimi, Angelo Tofalo e Bruno Marton - Riteniamo ragionevole, invece, che la raccolta d'informazioni massiva della quale pare sia stata oggetto la Francia non possa essere limitata alla sola Francia".