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Scelta civica, passa la linea Mauro Accolte dimissioni del 'montiano' Susta

domenica 27 ottobre 2013
Scelta civica, passa la linea Mauro Accolte dimissioni del 'montiano' Susta

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Roma, 24 ott. (Adnkronos/Ign) - Accolte le dimissioni di Gianluca Susta da presidente dei senatori, i 'governativi' votano per l'unitarietà del gruppo, sconfessando il documento del direttivo, sostegno unanime al governo. Sono i punti del documento su cui hanno votato i senatori di Scelta civica, che hanno visto prevalere la nuova maggioranza che si raccoglie attorno al ministro della Difesa Mario Mauro. La riunione, durata quasi quattro ore, si è conclusa con la votazione di un documento in tre punti. Il primo, di sostegno all'esecutivo di Enrico Letta, è passato all'unanimità. Il secondo punto, relativo al mantenimento dell'unità del gruppo con l'Udc, è stato votato dai rappresentanti dell'ala 'filo-governativa' e in pratica finisce in rotta di collisione con il documento approvato dal direttivo l'altra sera in cui si preannunciava la strada della ricerca della separazione consensuale con i centristi. Stesso esito per il terzo punto, consistente nel ringraziamento a Gianluca Susta per il lavoro svolto e nella presa d'atto delle avvenute dimissioni. "Verrà convocata una nuova riunione del gruppo per l'elezione del nuovo presidente" ha detto lo stesso Susta e Antonio De Poli ha precisato che ciò potrebbe avvenire martedì prossimo. Nella riunione, dove la notizia che Mario Monti era tornato sulla decisione di dimettersi anche dal gruppo oltre che dalla presidenza non ha sortito particolari effetti, Mario Mauro ha ribadito l'esigenza di mantenere l'unità interna, riproponendosi nelle vesti di 'colomba' la cui principale preoccupazione restava quella di assicurare la rotta e la stabilità del governo. E' la linea che alla fine è passata, anche se era già scritto nei numeri della vigilia. Ora la partita si gioca sulla successione di Susta, anche se non è scontato che la scelta possa cadere, meccanicamente, su un esponente del gruppo dei 12. Una vicenda che ha un risvolto anche sul fronte Camera, visto che fra coloro che hanno partecipato all'incontro c'è chi assicura che dal punto di vista dei soccombenti a palazzo Madama ci sarebbe come arma di pressione (o ritorsione) una possibile sfiducia nei confronti del capogruppo alla Camera, Lorenzo Dellai. Tutto succede a poche ore dall'annuncio di Mario Monti, che spiega di voler rimanere nel gruppo pur confermando le dimissioni da presidente. "Nell'Assemblea di Scelta Civica del 23 ottobre, i senatori, deputati e coordinatori regionali, pur avendo ben compreso e condiviso le ragioni che mi hanno indotto a rassegnare le dimissioni da presidente di Scelta Civica, mi hanno rivolto un pressante invito a riconsiderare tale decisione. Ho vivamente apprezzato questa rinnovata e calda manifestazione di fiducia. Non ritengo tuttavia di potere recedere dalle dimissioni". Dimissioni, spiega l'ex-premier, "attraverso le quali ho inteso anche favorire il consolidarsi e l'emergere di nuove leadership in Scelta Civica ed evitare che il nostro movimento avesse a soffrire degli attacchi mossi alla mia persona da parte di alcuni Parlamentari eletti nella coalizione che mi era stato chiesto di guidare". L' Assemblea del 23 "ha inoltre -sottolinea- espresso un orientamento fortemente maggioritario in favore del documento approvato il 22 ottobre dal Comitato Direttivo; della visione ideale e politica sulla quale Scelta Civica è stata fondata; nonché dell'appoggio forte e costruttivo, di stimolo e non remissivo, al governo Letta secondo la linea approvata dagli organi competenti di Scelta Civica e tradottasi via via in proposte e prese di posizione coerenti con tale linea". "Alla luce di queste importanti conferme -prosegue Monti-, e finché gli indirizzi descritti costituiranno il chiaro e trasparente indirizzo politico di Scelta Civica, al quale riferirsi in ogni posizione da assumere, vi comunico che sarò lieto di continuare a far parte, come senatore a vita, del Gruppo di Scelta Civica al Senato".