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Mario Monti, la confessione: "Ero premier, mi chiamò George Soros e...". Allora ha ragione Salvini

Davide Locano
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"Pronto, sono George Soros...". Erano gli anni più bui dello spread, Silvio Berlusconi era stato da poco "defenestrato" dalle manovre dell'alta finanza e il premier era Mario Monti, l'uomo che ha massacrato l'Italia e gli italiani a suon di tasse. E fu proprio Soros a chiamare Monti: lo confessa proprio il Loden, a Otto e Mezzo di Lilli Gruber. "Soros mi chiamò suggerendomi di chiedere aiuto all'Europa - ha rivelato -, ma noi volevamo evitare di far entrare la Troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana", rivela Monti. Leggi anche: Soros, il blitz europeo per fermare Orban Parole, quelle dell'ex premier, che non fanno altro che acuire i sospetti rilanciati poche ore fa da Matteo Salvini, ovvero il fatto che dietro le fiammate dello spread ci siano speculazioni finanziarie di persone "alla Soros". Già: che cosa c'entrava, lui, con l'Italia? A quale titolo dava consigli a Monti poco dopo il crollo di Berlusconi? Che cosa voleva? E che cosa vuole oggi? E la situazione di oggi, per certi versi, riguarda proprio quella del 2011: un governo inviso a Bruxelles, la tensione sui mercati, ministri come Paolo Savona che si schierano senza indugi contro i grigi burocrati Ue. E, puntuali, le indiscrezioni sulle manovre di Soros. Il quale però, per certo, non chiamerà Salvini per suggerirgli come comportarsi in questo contesto.

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