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Elisabetta Casellati, la campagna di Marco Travaglio per massacrarla: soldi, come vuole rovinarla

Giulio Bucchi
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Si chiama Elisabetta Casellati il nuovo nemico pubblico di Marco Travaglio. Il direttore del Fatto quotidiano da una manciata di giorni l'ha messa nel mirino per il vitalizio percepito dalla presidente del Senato (e onorevole di Forza Italia) in quanto ex membro del Csm. Nonostante le contestazioni sollevate dal M5s, la diretta interessata dopo aver ricevuto un parere favorevole dall'organo di giustizia interno di Palazzo Madama non pare aver intenzione di rinunciare all'assegno e questo sta facendo impazzire i grillini e il loro direttore di riferimento. Leggi anche: La Casellati e la cena con Silvio, Fidel, Letta e Ghedini. Il sospettaccio del Fatto Domenica, per esempio, abbondante doppia pagina dedicata alla "messa in piega della Terza Repubblica", come viene definita sprezzantemente la seconda carica dello Stato. Il senatore grillino Primo Di Nicola, in una velenosa intervista, la invita a rinunciare al vitalizio perché "non le spetta e sarebbe meglio evitare polemiche" (sollevate, guarda caso, proprio da M5s e Fatto...). A corroborare la campagna ci pensa Pino Corrias con un ritrattone fluviale della Casellati. Tra le sue colpe quella di provenire dalla "buona borghesia padovana, inverno a Cortina, estate in barca a vela, voto ai liberali e sigarette leggere", ma soprattutto gli ovvi rapporti con Silvio Berlusconi. "Oggi predica moderazione, ieri manifestava davanti al Tribunale d Milano e giurava sulla nipote di Mubarak". Occhio, al Fatto stanno scaldando i motori.

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