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Giuseppe Conte, lo spread e lo scontro con Ue, Matteo Salvini e Luigi Di Maio: "Nessun stritolamento", ma...

Giulio Bucchi
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"Nessuno stritolamento. Sono molto comfortable, a mio agio". Giuseppe Conte, da Mosca, ostenta tranquillità ma il colloquio con i giornalisti tradisce la profonda preoccupazione del premier: lo spread. "Nel governo vogliamo e dobbiamo mandare un messaggio di fiducia", spiega, di fatto però confermando le dichiarazioni del suo ministro dell'Economia, Giovanni Tria: "Se lo spread si alzasse ancora, e comunque anche se si mantenesse elevato, come ora a questo punto, certo sarebbe chiaramente una problema. Un problema di sistema. Perché paghiamo tanto di interesse". Sottolinea l'importanza dei quel "se", ma poi invita tutti, giornalisti e maggioranza, ad "abbassare i toni". Leggi anche: "Ti ricordi il Cav?". Salvini e Di Maio, allora hanno davvero paura di andare a casa Parole, riportate anche dalla Stampa, che suonano come un monito per Matteo Salvini e Luigi Di Maio, euro-scettici di Lega e M5s e chi, come l'eurodeputato leghista Ciocca (quello della scarpa contro Pierre Moscovici) è tentato di abbandonarsi a gesti eclatanti. Il premier, insomma, gioca una partita quasi solitaria perché i suoi due vice fanno fronte comune nella battaglia senza esclusione di colpi contro Bruxelles e i poteri forti della finanza. Tra pochi giorni, forse ore però potrebbe arrivare la scure di Standard & Poor's sul rating italiano: "Se arrivasse il downgrading lo valuteremo. Io non sono contento se lo spread è alto. Serve un dialogo costruttivo: la nostra manovra è seria, i fondamentali sono solidi, il codice di comunicazione che abbiamo adottato è un codice molto più tranquillo che in passato. È vero, c'è stata qualche dialettica verbale ma adesso dobbiamo metterla da parte e lavorare tutti assieme concentrandoci sull'obiettivo. Dobbiamo fare in modo che questo spread si abbassi". 

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