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Carlo Calenda lancia la lista unitaria della sinistra pro-Europa: il piano perfetto per schiantarsi

18 Gennaio 2019

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Carlo Calenda lancia la lista unitaria della sinistra pro-Europa: il piano perfetto per schiantarsi

L'ex ministro Carlo Calenda è riuscito per un pomeriggio a mettere insieme buona parte dei big del Pd, grazie alla sua proposta di una lista unitaria europeista per le prossime elezioni. "Bene ci siamo - annuncia alle 17.02 l'ex ministro su Twitter segnalando il link al 'Manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee' -. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia è l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli".

Dopo una manciata di minuti danno la loro adesione i candidati alla segreteria Maurizio Martina e Nicola Zingaretti e l'ex premier Paolo Gentiloni. "Il nostro è un grande paese fondatore dell'Unione Europea, protagonista dell'evoluzione di questo progetto nell'arco di più di 60 anni - si legge nel manifesto -. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d'Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza, economica e politica, dipendono dall'esito di questo processo".

A lanciare il progetto un centinaio di esponenti della politica locale e della società civile. Nell'elenco dei primi firmatari compaiono i nomi di industriali, imprenditori, amministratori locali e intellettuali: da Alberto Bombassei e Paolo Scudieri a Sergio Chiamparino, Dario Nardella, Beppe Sala, Stefano Bonaccini, ed Enrico Rossi. Non pervenuto Matteo Renzi.

A tenere tutti insieme è di nuovo il fantasma del ritorno di un regime dittatoriale, tema sempre caro alla sinistra e ripetuto ormai come una barzelletta che non ha mai fatto ridere: "Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un'involuzione democratica nel cuore dell'Occidente - prosegue il documento -. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L'obiettivo non è conservare l'Europa che c'è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell'umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent'anni".

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