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Giorgia Meloni, il trionfo in Abruzzo: l'analisi del voto, le cifre che certificano l'ultimo trionfo

12 Febbraio 2019

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Giorgia Meloni

Fratelli d'Italia ottiene in Abruzzo il suo primo governatore. E già questo è sufficiente per far dire a Giorgia Meloni che domenica, per il partito, è stata una «giornata storica». Ma a far sorridere la leader della destra è pure il risultato delle liste. Grazie anche al "traino" di Marco Marsilio, infatti, Fdi porta a casa il 6,5%, pari a 38.894 voti. Un risultato non da poco.
Alle politiche del 4 marzo scorso, per capirsi, la Meloni aveva ottenuto il 4,95%. Allora i voti erano stati 37.605. Una crescita sia in termine percentuali che in valori assoluti, quindi, e non era facile considerando che dalle Politiche alle Regionali l' affluenza è scesa dal 75,25% al 53,11. Ancora più confortante, per Fratelli d' Italia, il confronto con le precedenti elezioni regionali, quelle del 2014. Quando il partito aveva strappato il 2,95%, pari a 19.856 voti (affluenza al 61,56%).

«Siamo entusiasti di aver espresso il primo presidente di Fdi per il centrodestra», ha detto a caldo la Meloni domenica sera, dopo un lungo abbraccio con Marco Marsilio. «Una candidatura vincente, convincente e unificante», ha aggiunto, «ora proporremo per l' Abruzzo un modello di governo valido anche a livello nazionale». Poi, ieri pomeriggio, ufficializzato il risultato, in una conferenza stampa al Palazzo della Regione Abruzzo con Marsilio, c' è stato il tempo per ulteriori riflessioni. Sul risultato di Fdi ma anche sul rapporto con gli alleati e il futuro di una coalizione che, quando si presenta unita, sembra proprio non avere rivali.

MESSAGGIO AGLI ALLEATI - Punto primo: il partito. «È per me motivo di straordinario vanto», ha esultato la Meloni, «aver sfiorato il 7%, cosa che non era scontata. Fratelli d' Italia è l' unico partito che cresce oltre alla Lega» («Tira vento sovranista», ha anche scritto su Twitter). E così si arriva al secondo punto: gli alleati. Già, perché se il Carroccio è andato alla grande, Forza Italia ha fatto un po' più fatica, pur avendo retto bene: «Il piano dei consensi dice che gli azzurri qualcosa hanno perso, ma questa è una vicenda che deve vedere Forza Itala, non mi infilo nelle dinamiche degli alleati». «Voglio ringraziare Silvio Berlusconi perché ha fatto oggettivamente una bella campagna elettorale senza risparmiarsi», ha proseguito, «poi, se dovessi dire come la penso, il dibattito interno di Forza Italia a volte è difficile da comprendere. Mi trovo spesso d' accordo con quello che dice Giovanni Toti, ma sono loro che devono decidere come impostare il futuro».

Punto terzo: la coalizione. E qui Giorgia si è rivolta direttamente a Matteo Salvini: «Non devo convincerlo che questa è l' alleanza giusta. Lo sa da solo: dove governa con noi va tutto bene, mentre con il Movimento Cinque Stelle i nodi stanno venendo al pettine». E ancora: «Non tifo contro il governo. Penso che le cose vengono da sole. E vero: Salvini sta facendo molto bene, ma i dati indicano che non può governare da solo. E con noi ci sono valori in comune: su questo stiamo lavorando».

«GRANDE EMOZIONE» - Intanto, comunque, c' è da festeggiare la vittoria in Abruzzo. E quella personale di Marsilio. «Sono molto fiera della vittoria di Marco perché è il primo presidente espresso da Fdi, che quando sceglie, come si visto con il sindaco dell' Aquila, viene premiata perché dimostra di saper amministrare». Soddisfazione naturalmente condivisa dal vincitore. «È un' emozione grandissima», ha detto Marsilio, «ringrazio davvero tutti, a cominciare da Giorgia. Se poi questa vittoria aprirà ragionamenti e riflessioni a livello nazionale non lo so. Il mio dovere è far funzionare il centrodestra in Abruzzo e dimostrare che questa formula di governo è la migliore possibile».

di Giorgia Meloni

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