Roma, 11 nov. (Adnkronos) - "Siamo all'epilogo della legislatura dell'austerity. Occorre una legislatura proiettata sulla crescita". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, nella conferenza stampa congiunta con il premier maltese Joseph Muscat. "La crescita sarà l'obiettivo della presidenza italiana - ha aggiunto Letta - dobbiamo passare dalla legislatura dell'austerità alla legislatura della crescita. La presidenza italiana - ha insistito il presidente del Consiglio - dovrà essere la legislatura della crescita". "Guardiamo con grande attenzione al negoziato in corso in Germania per la formazione del nuovo governo. E' un negoziato che ha un respiro europeo - ha proseguito Letta -. Il nostro l'auspicio è che porti a una politica economica e a una politica europea che considerino prioritaria la crescita e la stabilità. Se la crescita o la stabilità ci sono solo in Germania, mentre il resto d'Europa è in una condizione di declassamento, alla fine questa cosa fa male anche alla Germania che ha nel mercato europeo il suo primo mercato". "Le prossime settimane saranno decisive per dare questi messaggi all'opinione pubblica tedesca. La stabilità tedesca ha un senso se aiuta la stabilità e la crescita in Europa. Questa - ha continuato Letta - è la politica che abbiamo intenzione di fare. Sono convinto e sicuro che in Germania prevarrà questa linea lungimirante". Muscat si è detto "completamente d'accordo con quanto detto dal presidente Letta, l'era dell'austerity deve finire con questa legislatura Ue". Parlando di immigrazione, il premier maltese ha sottolineato che " occorre fare di più a livello europeo". Muscat ha anche sottolineato la necessità di coinvolgere la Libia "nella soluzione del problema dell'immigrazione". "Pur riconoscendo le enormi difficoltà non possiamo permetterci che la Libia resti così debole", ha osservato. Secondo Muscat, bisognerebbe mandare un messaggio forte riguardo al fatto che "chi non ha diritto all'asilo deve essere mandato indietro". La Ue, ha aggiunto, "si deve fare carico dei voli di ritorno nei Paesi d'origine", sottolineando che questa è una "prima misura" che Malta chiede alla Ue. Quindi ha denunciato: "Fino a qualche settimana fa noi ci sentivamo completamente abbandonati dalla Ue, con unici alleati l'Italia ed altri Paesi mediterranei".




