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Nicola Zingaretti, la promessa a Matteo Salvini: nessun governicchio. Bomba di Claudio Cerasa

Davide Locano
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Il rischio di questa crisi di governo, come è noto, è che Sergio Mattarella si metta di traverso. Scontato, infatti, un tentativo del capo dello Stato di trovare una nuova maggioranza, magari tra Pd e M5s. Operazione che però ha pochissime possibilità di successo, nonostante i numerosi abboccamenti tra le due forze politiche. Sarebbe un suicidio: sia per il Pd sia per quel che resta del M5s. E sarebbe infatti un caso che Matteo Salvini la crisi di governo la abbia aperta davvero, nonostante questo pericolo incombente. E una chiave di lettura circa quanto accaduto la offre Claudio Cerasa, il direttore de Il Foglio, in un retroscena pubblicato nell'edizione del quotidiano di oggi, venerdì 9 agosto. Snodo decisivo, sarebbe stato un contatto tra il leader della Lega e quello del Pd, Nicola Zingaretti. Non si parla del voto all'unisono sulla Tav, previsto e palese in aula al Senato. "Oltre alla Tav - scrive Cerasa - c'è di più e c'è una rassicurazione, di cui Il Foglio ha avuto conferma, offerta dal leader del Pd al leader della Lega: Matteo, se il governo cade garantisco che il Pd non appoggerà nessun altro governo". Questo quanto avrebbe detto Zingaretti a Salvini, intenzioni confermate dalle primissime dichiarazioni del piddino dopo l'apertura della crisi. Leggi anche: Papa Francesco apre la campagna elettorale contro Salvini Perché mai Zingaretti sarebbe favorevole ad andare subito al voto, nonostante una sconfitta quasi certa e un probabile botto della Lega? Sempre secondo Cerasa, il voto anticipato darebbe la possibilità a quello che oggi è il primo partito di opposizione, ovvero il Pd, "di far leva su una scommessa difficile ma non impossibile: sfruttare il collasso del Movimento 5 Stelle per tentare la carta del nuovo bipolarismo e affermarsi, in assenza di una destra non truce, come alternativa unica al partito della protesta". Ricostruzione molto più che verosimile, soprattutto alla luce del fatto che un governicchio Pd-M5s, senza passare dal voto, con assoluta probabilità per i piddini si tradurrebbe in un nuovo crollo in termine di consensi.

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