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Beppe Grillo, i dilemmi dei Cinque Stelle: se non si fa un governo solido, si torna subito alle elezioni

Caterina Spinelli
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Beppe Grillo chiama a raccolta i suoi fedelissimi: Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, i capigruppo di Camera e Senato Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, e la vicepresidente del Senato Paola Taverna. Riuniti nella villa di Marina di Bibbona, i grillini meditano sul da farsi. Allearsi con il Pd di Nicola Zingaretti nonostante le difficoltà presentate dal protagonismo di Matteo Renzi oppure chiedere alla Lega di scaricare Matteo Salvini e tornare sui propri passi? Il dilemma è sempre in agguato.  Leggi anche: Berlusconi, il veto del M5s: così lo vogliono far fuori Il comico genovese non ha però mancato di esprimere il proprio rammarico, perché lui stesso - ricorda Repubblica -, dopo la formazione del governo, si era esposto dicendo che il leader della Lega, seppur con idee diverse dalle sue, si era dimostrato una persona leale. E invece è arrivata la "pugnalata". "Mi ero fidato anche io - gli ha fatto eco Di Maio - Salvini ha cambiato faccia troppe volte, abbiamo chiuso davvero". Il punto però adesso è che "non sappiamo neanche con chi parlare nel Pd - è stato detto - perché chi ci garantisce che Zingaretti tiene i suoi?". Dubbi espressi anche da Casaleggio che ha aggiunto: "Per questo non dobbiamo avere paura del voto". La convinzione dei 5 Stelle è che il Colle non darà molti spiragli ad un nuovo esecutivo istituzionale, quindi o si riuscirà a mettere in piedi un governo politico vero, che duri, oppure si tornerà al voto.

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