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Sergio Mattarella, no a un governo del presidente: consultazioni rapide

Cristina Agostini
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Non sarà Sergio Mattarella a sbrogliare la matassa. Tutto dipenderà dal contenuto delle comunicazioni di Giuseppe Conte oggi 20 agosto in Senato ma una cosa è certa, non sarà il presidente della Repubblica la chiave di volta del rebus della crisi di agosto. Mattarella si aspetta invece delle parole il più possibile risolutive da parte dei protagonisti della vicenda. Mattarella si aspetta dalle forze politiche, dai partiti e dai gruppi delle valutazioni coerenti e solide sulla configurazione di una possibile nuova maggioranza. Ma quanto i partiti potranno dire dipenderà a sua volta anche dall'atteggiamento del premier e dalla decisione in merito alle dimissioni. Quel che appare abbastanza scontato è che la tabella di marcia delle consultazioni al Colle non sarà né serrata né distesa: i tempi saranno tendenzialmente rapidi.  Leggi anche: "Governo giallo-verde con Salvini fuori dalla squadra". Di Maio, gira una voce: proposta indecente alla Lega Bocciata poi dal Quirinale l'ipotesi di un governo istituzionale nel caso in cui i partiti non fossero in grado. Non essendo una repubblica presidenziale dove il capo dello Stato fa ciò che più gli piace, è il ragionamento, qualsiasi indicazioni dovrà pervenire dalle forze politiche durante le consultazioni. L'unico governo istituzionale possibile è solo quello tecnico e di garanzia, riporta La Stampa, che porterebbe l'Italia alle urne, qualora fallisse ogni tentativo di formare un governo.

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