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Bruno Vespa: "L'accordo tra Pd e M5s non è scontato. Vedo del fumo abusivo..."

Cristina Agostini
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"L'accordo è tutt'altro che scontato" e c'è solo una certezza, dice Bruno Vespa: mercoledì mattina 28 agosto Sergio Mattarella "o conferisce l'incarico a un presidente del Consiglio frutto di un accordo o scioglie le Camere e nomina un governo tecnico che vada alle elezioni e magari smini in anticipo l'incubo Iva sul quale tutti i partiti concordano". Il problema, scrive su Il Giorno il direttore di Porta a porta è che sono stati già persi due giorni: "Nel Pd si ha il sospetto che il M5s non sia ancora in grado di decidere. Teme che si stiano confrontando tre scuole di pensiero: una vuole le elezioni, una l'accordo col Pd, la terza un clamoroso ritorno con la Lega. I Democratici hanno chiesto che si cucini la pizza in un solo forno". Eppure, continua Vespa, "da qualche parte si vede un po' di fumo abusivo... Per Di Maio il ritorno con Salvini vuol dire l'agognato palazzo Chigi, l'accordo con il Pd un posto di governo in seconda fila". Le elezioni, terza opzione, "porterebbero alla perdita della premiership" e possono avvantaggiare Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Nicola Zingaretti. "Il Pd può crescere di 5 punti rispetto al 18,7 dello scorso anno e soprattutto riequilibrare i gruppi parlamentari in danno di Renzi. Che, perciò, accusa Paolo Gentiloni di voler far saltare tutto. I 5 Stelle rischiano di essere decimati e non tutti hanno un lavoro d'oro da recuperare". Leggi anche: Di Maio e Zingaretti, retroscena sul "terzo scenario". Diabolici: come possono fregare Salvini e Mattarella Infine, sottolinea Vespa: "Serve una nuova legge elettorale: proporzionale pura, tipo prima Repubblica, così Salvini impara a voler vincere da solo. E soprattutto non potrà designare il prossimo capo dello Stato. Su questo un accordo sembra possibile, anche se i 5 Stelle rischierebbero di scendere da 330 parlamentari a una novantina. Sul resto non si è detto nulla". 

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