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Pd e M5s, l'inciucio che i dem non vogliono. Slavina nel partito: chi sono i big pronti a lasciare Zingaretti

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Caterina Spinelli
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In caso di alleanza con i Cinque Stelle, per il Pd si metterebbe male. "Se si dovesse trovare l'accordo, restituirò la tessera". Parola di Franco Nicolodi, esponente dem della Val di Non, in Trentino. "Il M5s è un partito di destra e non capisco perché dobbiamo andare noi a togliere le castagne dal fuoco a queste persone - ha proseguito sulle colonne di Italia Oggi -. Dopo tutti gli insulti che ci hanno rovesciato addosso non mi sembra il caso di andare a braccetto. All'interno del Pd ci sono interessi per un ritorno al governo finalizzato alla distribuzione delle poltrone ai soliti noti". E ancora: "Ci scommetto che un posto nel futuro governo sarà riservato a loro. Andranno a governare con Luigi Di Maio e Danilo Toninelli? Io penso che queste persone, figure di tale caratura, andrebbero mandate a casa. Altroché una nuova maggioranza. Io uscirò dal Pd se il Pd stringerà un'alleanza con loro". Nicolodi è però in buona compagnia: "Siamo due forze politiche distanti", ha sottolineato il segretario del circolo del Pd delle valli di Fiemme e Fassa, Tiziano Cova. "Su quasi tutti i temi abbiamo visioni diverse, ma in questo momento in cui si profila una crisi economica è importante dare la nostra disponibilità per un governo che metta in ordine i conti dell' Italia. Una volta messo il bilancio in sicurezza ci si potrebbe concentrare sull' ambiente, uno dei pochi punti su cui forse è possibile trovare sintonia". Leggi anche: Matteo Orfini, bomba sull'inciucio: "Trenta e Conte a sostegno di Salvini" Non si respira un'aria più rilassata nemmeno in casa Cinque Stelle. "l problema è Matteo Renzi e tutta la sua componente - ha commentato l'attivista del M5s di Rovereto, Massimo Pittui -. Con questi qui altro che trattativa. Non si devono sentire nemmeno al telefono. Se Di Maio stringerà patti con loro sarebbe un errore imperdonabile, che dovrà essere letto con severità". Dichiarazioni che fanno eco ai vertici dei grillini trentini, che, appena hanno appreso la notizia di un possibile dialogo tra Zingaretti e Di Maio, hanno subito rimarcato la loro contrarietà.

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