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Otto e mezzo, Carlo De Benedetti da Lilli Gruber: "tradimento personale", cosa c'è dietro l'assalto a Renzi

Giulio Bucchi
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"Il premio della falsità a Matteo Renzi". È stato durissimo con il suo ex pupillo, Carlo De Benedetti, e ha scelto Lilli Gruber e Otto e mezzo lunedì scorso per ribadire tutta la sua delusione personale per l'ex premier. Un giudizio quasi più duro di quello riservato a Matteo Salvini, il che è tutto dire. Secondo Augusto Minzolini, nel suo retroscena sul Giornale, la reazione di Renzi sarebbe stata furente: "Difficile fare meglio dell'Ingegnere quando scartò le idee di Steve Jobs o quando fece fallire l'Olivetti. Comunque la frase su Renzi campione di falsità, potrebbe persino essere querelabile".  GUARDA IL VIDEO - "Renzi deciderà quando farlo morire". De Benedetti a Otto e mezzo, violentissimo sull'ex premier Sempre secondo il Giornale, la faida De Benedetti-Renzi sarebbe una questione di "tradimento personale". Dopo la vicenda giudiziaria e l'inchiesta per insider trading, nata dall'incontro tra l'Ingegnere l'allora premier nel gennaio 2015, pochi giorni prima della riforma delle banche popolari (De Benedetti, dalla soffiata del premier, guadagnò circa 600mila euro), a incrinare definitivamente i rapporti sarebbe stata la decisione di Renzi di andare a sbattere sul referendum costituzionale nel 2016. L'editore di Repubblica ed Espresso "lo considera il vero responsabile, con la sconfitta del referendum, dell'arrivo dei barbari grillini e leghisti a Palazzo Chigi". Non solo, è stato proprio Renzi a riaprire le porte ai 5 Stelle un mese fa, ipotesi osteggiata apertamente proprio da Repubblica. E non è un caso.

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