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Sondaggio di Antonio Noto, male i partiti personali: quello di Matteo Renzi arriva al 5 per cento

Cristina Agostini
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Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Carlo Calenda e Giovanni Toti. Se "i partiti forti nascono nelle piazze per poi arrivare in parlamento", come accaduto al "M5s, tanto per fare un esempio recente, o agli stessi Berlusconi o Bossi se ci riferiamo al passato", "la storia ci racconta che i partiti nati da scissioni parlamentari hanno avuto sempre poco successo nelle urne". Antonio Noto, nel suo sondaggio per il Giorno, si chiede quanto valgono questi nuovi - o eventuali - soggetti politici. La risposta, a vedere i risultati, è: poco. "Tra le new entry quella con più probabilità di successo è l'ipotetico partito di Conte", scrive Noto. "Oggi viene accreditato al 10%, anche se bisogna notare che questo valore è rimasto praticamente costante nel corso degli ultimi tre mesi, cioè anche nel passaggio tra il Conte 1 e il Conte 2". Per un eventuale partito di Renzi "il consenso al momento è del 5%, ma in questo caso bisogna dire che il trend è in decremento da quando si iniziò a parlare di questa eventualità, cioè subito dopo le sue dimissioni da presidente del Consiglio. A quei tempi questo nuovo soggetto politico attraeva circa il 10% dell'elettorato, oggi invece raccoglierebbe appena la metà di quei voti". Leggi anche: "Rassegnatevi, i vostri trucchetti non valgono nulla". Salvini a Pontida prepara la vendetta contro Di Maio Le percentuali scendo per un ipotetico partito di Calenda "che comunque partirebbe con il 2,5% dei consensi e che gli provengono per la metà da elettori democratici e per la rimanente parte da quelli che non sono fidelizzati ad alcun partito". Il partito di Toti Cambiamo! che "sarà presente nelle prossime elezioni regionali" raccoglie l'1,5 per cento dei consensi.

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