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Matteo Renzi, boom di donazioni dei parlamentari ai comitati civici: scissione premeditata?

Caterina Spinelli
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Matteo Renzi ha lasciato il Partito Democratico, ma stando alle donazioni ricevute, pare che qualcuno avesse intuito la sua mossa. Il boom è iniziato a fine agosto, proprio nel bel mezzo della crisi di governo. A elargire offerte ai comitati civici dell'ex premier sono stati i parlamentari cosiddetti renziani. Come ricostruito dall'Huffington Post, la corsa al versamento di deputati e senatori inizia il 20 di agosto: dopo una settimana, sul conto corrente bancario dei comitati di "Azione Civile", spuntano 36mila euro. Cifre ben più alte rispetto a quelle racimolate da gennaio ad allora. A luglio il vero e proprio boom con 260mila euro, di cui 100mila arrivano dalle tasche di Daniele Ferrero, amministratore delegato della Venchi, azienda specializzata nella produzione e vendita di cioccolato. Poi, ad agosto, le donazioni dei politici: Anna Ascani, Eugenio Comencini, Marco Di Maio, Andrea Ferrazzi, Laura Garavini, Nadia Ginetti e ovviamente Maria Elena Boschi. Dunque, la neo ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova, Mauro Del Barba, Davide Faraone, Ernesto Magorno e Mauro Maria Marino, Martina Nardi. E poi, via via, tutti gli altri: da Caterina Biti a Ettore Rosato, passando per Ivan Scalfarotto e Gennario Migliore, solo per citarne alcuni dei tanti. Sempre ad agosto, lo stilista di lusso Bruno Tommasini dona 20mila euro. Leggi anche: Renzi, anche la Rai lo prende in giro: come lo chiamano per annunciare la scissione del Pd Anche a settembre la raccolta non si ferma: per la campagna elettorale si contano già 220 euro raccolti. Tra i finanziatori più generosi emerge Davide Serra (90mila euro), poi Lupo Rattazzi (figlio di Susanna Agnelli) con 50mila euro, Quintessentially Concierge (10mila euro) e la Tci-Telecomunicazioni Italia (5.000 euro) del deputato Pd Gianfranco Librandi.

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