Torino, 14 nov. (Adnkronos) - La sentenza con cui la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Michele Giovine per le irregolarità alle ultime elezioni regionali del Piemonte "dà ragione a chi aveva denunciato le irregolarità e il conseguente esito elettorale falsato e mette a tacere tutti coloro che a questo proposito avevano parlato di strumentalizzazioni prive di sostanza". Lo sostengono Aldo Reschigna e Gianfranco Morgando, capogruppo in Regione e segretario del Pd piemontese, che sottolineano: "a quasi tre anni e mezzo da quelle elezioni, i cittadini del Piemonte sanno con certezza che le irregolarità ci furono e che furono essenziali per la vittoria di Roberto Cota e del centrodestra. Senza quei voti irregolari Cota avrebbe perso". Ora "attendiamo con fiducia - aggiungono - le decisioni della magistratura amministrativa, che speriamo arrivino in breve tempo. Siamo anche sicuri che mai il presidente della Regione compirà quell'atto che, dopo la conferma della condanna, sarebbe conseguente e coerente: le dimissioni dal suo incarico, in modo che si torni al voto".




