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Lorenzo Fioramonti e gli insulti contro la Santanchè: "Demente, venduta, raccapricciante, ti sputerei"

Davide Locano
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Se questo è un ministro. Si parla ovviamente di Lorenzo Fioramonti, il "nuovo" Danilo Toninelli. Anzi no, sarebbe ingeneroso nei confronti di Toninelli: è molto peggio. Già, perché il grillino titolare dell'Istruzione e recordman di gaffe per questo governo giallorosso, in passato, su Facebook - ha scovato Il Giornale - aveva scritto cose irriferibili, orribili, violente, schifose, putride. Insulti ai carabinieri e alle forze dell'ordine, a Giuliano Ferrara, Silvio Berlusconi, Vauro e chi più ne ha più ne metta. Schifezze incompatibili con il ruolo di ministro, figurarsi per un ministro dell'Istruzione, tanto che Fratelli d'Italia in toto ne sta chiedendo le dimissioni (ma non solo FdI). Leggi anche: Gli insulti di Lorenzo Fioramonti contro i carabinieri E tra le varie porcherie, per violenza e orrore, impressiona quella rivolta a Daniele Santanchè. Insulti piovuti mentre guardava Servizio Pubblico, la vecchia trasmissione di Michele Santoro, e riferendosi alla pitonessa scriveva: "Questa signora, che straripa di chirurgia plastica dai pori della pelle, continua a dire che lei da donna non si sente offesa dal comportamento di Berlusconi e continua a sputare cazz***. Ma quale donna! Ma che donna! Un personaggio raccapricciante e disgustoso. Se fossi una donna mi alzerei e le sputerei in faccia, con tutti gli zigomi rifatti". Un orrore puro quello di Fioramonti. Ma non è finita. Perché in calce al post, rispondendo a un commento, scrive: "La Santanchè multa le putt*** per strada... e poi giustifica il suo capo che se le tromba... ma lo fa da donna... ovviamente... viva le donne". Finita? Non proprio: "Ha vinto la Santanchè - riprende nel suo violento delirio -. Una demente bugiarda e venduta... l'unica cosa che mi sa sorridere è ripensare alle immagini di Brunetta protetto dai carabinieri mentre i manifestanti lo insultano... quella è una bella Italia". Dopo aver letto questa feccia, a Fioramonti resta soltanto una cosa da fare: andarsene, dare le dimissioni, chiedere scusa con i fatti.

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