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Ius culturae, Pd e M5s kamikaze. Nelle ore dopo Trieste il piano pro-immigrati: "Senza clamore". E Salvini...

Giulio Bucchi
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Il governo di Pd e M5s rischia di schiantarsi sui diritti agli immigrati, e ironia della sorte proprio nelle ore successive alla tragedia di Trieste, con un dominicano regolare che ha sparato a due poliziotti in Questura, uccidendoli. La vicenda, è bene chiarirlo, non ha nulla a che fare con Ius Soli o Ius Culturae (la declinazione più "morbida" del tema), ma la sovrapposizione tra tema politico e "percezione" degli italiani (scossi dal senso di insicurezza) potrebbe avere effetti rovinosi sulla tenuta dei giallorossi.  Leggi anche: "E se i genitori perdono la cittadinanza?". Immigrati, la Borgonzoni inchioda Fratoianni in diretta Nel Pd sono convinti che "non bisogna mollare" sullo Ius culturae, il diritto di cittadinanza, ricorda il Giornale, "per i bambini stranieri che abbiano compiuto almeno un ciclo di studi in Italia". Una norma a cui si sta opponendo il Movimento 5 Stelle, visto che Luigi Di Maio ha a che fare con un elettorato grillino molto più eterogeneo e frastagliato di quello dem. Anche perché, è il terrore dei 5 Stelle, porre ora la questione aprirebbe un varco ai bombardamenti di Matteo Salvini. Se però Pd, LeU e pure Italia Viva di Matteo Renzi continueranno a pressare, Di Maio potrebbe rifugiarsi in corner affidando la decisione a una votazione online degli iscritti al M5s sulla piattaforma Rousseau. "L'idea - conclude il Giornale - è di procedere con prudenza, senza troppo clamore, per non infiammare l'opinione pubblica e scatenare le opposizioni". 

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