Roma, 15 nov. (Adnkronos) - Incontro "chiarificatore" tra il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e il presidente del Consiglio Enrico Letta. Per il premier, si apprende da ambienti di palazzo Chigi, non cambia nulla rispetto a quanto affermato nei giorni scorsi, quando il ministro riferì in Parlamento sulla vicenda, e testimoniato con la presenza in Aula accanto a Cancellieri. Il Guardasigilli ha incontrato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha espresso l'auspicio che il governo vada avanti nell'azione avviata dal ministero della Giustizia per risolvere la questione carceraria. Da Cancellieri arriva intanto una lettera per rispondere alle polemiche sul caso Fonsai-Ligresti e respingere le accuse. Nella missiva il ministro fornisce spiegazioni, precisando di non aver mentito al Parlamento sulla vicenda. Il ministro scrive: "Nessuna interferenza vi è stata rispetto alla vicenda processuale dei Ligresti da parte mia, credo di averlo spiegato in modo chiaro e ripetuto. Ora si ipotizza che l'avrebbe fatto mio marito soltanto perché si trova in tabulato la traccia di alcune conversazioni. Rifiuto qualunque sospetto sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole come cittadina e come Ministro". "Sono di nuovo riportate in modo insistente -aggiunge Cancellieri- notizie sul mio comportamento in relazione alle vicende collegate all'arresto di Salvatore Ligresti e dei suoi figli. Si sostiene che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti o peggio che abbia mentito al Parlamento il 5 novembre scorso. Si sostiene che abbia riferito circostanze non vere al Pubblico Ministero che mi ha ascoltato il 22 agosto scorso a seguito della intercettazione di una mia conversazione con la compagna di Salvatore Ligresti". "Mi si accusa, in sostanza, di essere venuta meno ai miei doveri di ufficio e di aver addirittura tenuto un comportamento infedele nei confronti delle Camere. Non è più, dunque, solo questione che riguardi l'opportunità di alcuni miei comportamenti o l'appannamento della mia immagine. Viene, invece, messa in discussione la mia integrità morale, il mio onore e la mia fedeltà alle Istituzioni. Sono, dunque, costretta a tornare di nuovo su una storia che ritenevo di aver definitivamente chiarito. Non ho mai nascosto la mia lunghissima amicizia con Antonino Ligresti", chiarisce Cancellieri. "L'ho riferito al Pubblico Ministero che mi ha sentito e l'ho detto in Parlamento lo scorso 5 Novembre. Un rapporto di amicizia è tale perché implica una frequentazione fatta anche di conversazioni e di contatti telefonici. Ho riferito al Pm del contenuto delle conversazioni intercorse con Antonino Ligresti che hanno avuto come oggetto lo stato di salute di Giulia Ligresti. Una è del 19 agosto, l'altra di due giorni dopo, del 21 agosto. La prima telefonata è stata fatta da me ma solo a seguito di diversi tentativi fatti da Antonino Ligresti di raggiungermi al telefono. La seconda conversazione è in risposta ad un ulteriore contatto proveniente da Ligresti. Di questi due contatti ho riferito puntualmente alla Procura perché questi erano quelli che avevano ad oggetto i fatti sui quali sono stata sentita. Basta leggere il verbale redatto dalla Procura per verificare la correttezza e la veridicità delle mie dichiarazioni. Al contrario -precisa il ministro della Giustizia- sono stata io a riferire il contenuto dei dialoghi con Antonino Ligresti e a spiegarne il senso. Su cosa avrei mentito appare incomprensibile". Ma da alcuni membri del Pd "continua l'attacco" al ministro. "Credo sia opportuno che il ministro stesso compisse nelle prossime ore, assieme al presidente Letta, una valutazione molto serena della situazione", ovvero "se ci sono quelle condizioni per svolgere con serenità le funzioni di un ruolo così delicato" come quello del Guardasigilli. Lo dice Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Partito democratico, intervenendo a Coffee break su La7 e rispondendo alle domande sul caso Cancellieri. Secondo Danilo Leva, responsabile giustizia del Pd, "noi siamo al governo, non possiamo arrivare a votare una mozione di sfiducia delle opposizioni, anche perchè questo implicherebbe l'interferenza del ministro per la scarcerazione della Ligresti che noi non vediamo". "Resta tutta l'inopportunità della telefonata della Cancellieri", aggiunge Leva spiegando che "il Partito democratico dovrà fare il punto nella riunione del gruppo che presumibilmente verrà convocata alla vigilia del voto. L'esponente dei Democratici sottolinea comunque che "le dimissioni non si chiedono ma si danno, è un gesto che appartiene alla sensibilità istituzionale di tutti noi". Mentre Nichi Vendola, al suo arrivo al Forum dei Giovani di Confcommercio: "La mia posizione è che quelle telefonate ricostruite dalle cronache giornalistiche - dice il governatore della Puglia - confermino un quadro di assoluta inopportunità, cosa per cui il ministro avrebbe fatto bene a rassegnare le dimissioni". Per Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori: "Il ministro Cancellieri si dimetta immediatamente perché ha mentito sia sotto giuramento che davanti alle Camere. Le notizie pubblicate oggi dagli organi di stampa non lasciano dubbi e dimostrano che, contrariamente alle sue dichiarazioni, fu il Guardasigilli a chiamare Antonino Ligresti. Il ministro della Giustizia non deve aspettare che il Parlamento metta ai voti la mozione di sfiducia, deve lasciare subito il suo posto". "Anche il governo deve pretendere un suo passo indietro. Come fa un ministro della Repubblica, che ha utilizzato il suo ruolo per far scarcerare una sua amica e che ha mentito davanti ai giudici e al Parlamento, a rimanere aggrappato alla poltrona? Siamo stanchi di vedere che esistono cittadini di serie A e B. Siamo stanchi degli abusi dei potenti che si aiutano fra di loro e che lasciano morire i poveri cristi. Siamo stanchi di quest'Italia corrotta dove vanno avanti solo coloro che conoscono amici influenti e dove chi non conosce nessuno viene lasciato indietro. "E' ora di dire basta a questo malcostume - conclude Di Pietro - la legge è uguale per tutti e tutti i cittadini devono essere trattati allo stesso modo". Un attacco al ministro arriva anche dall'Anf, l'Associazione Nazionale Forense, per voce del segretario generale Ester Perifano: "La vicenda che vede il ministro Cancellieri al centro di un vorticoso scambio di telefonate con la famiglia Ligresti non può più essere derubricata a semplice gesto di solidarietà. Ora più di prima sono ineludibili le sue dimissioni, perché la realtà dei fatti ha clamorosamente smentito quanto dichiarato dal ministro, che ha perso l'autorevolezza che il suo ruolo richiede". Prende invece le difese di Cancellieri il vicepresidente di Centro democratico Pino Pisicchio: "Le Camere si sono gia' espresse sulla Cancellieri pochi giorni fa con un dibattito sulle sue comunicazioni nelle assemblee parlamentari. Tutto il rigurgito polemico di queste ore, quasi che per la prima volta ci si trovi di fronte alla questione delle telefonate della ministra, appare quanto meno sospetto. Ci punge vaghezza che l'obiettivo vero degli attacchi continui ad essere il governo".




