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Ncd, Schifani: "Letta deve andare avanti" Bondi: "Forza Italia all'opposizione"

domenica 17 novembre 2013
Ncd, Schifani: "Letta deve andare avanti" Bondi: "Forza Italia all'opposizione"

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Roma, 17 nov. - (Adnkronos) - "Al Paese in questo momento serve stabilità. L'Italia nel 2014 comincerà a crescere, non bisogna staccare la spina al governo". Così il senatore di Ncd Renato Schifani, spiega le ragioni alla base del 'Nuovo centrodestra' dopo la scissione nel Pdl e il ritorno di Forza italia. Una decisione che ha portato l'ex capogruppo del Pdl al Senato a dimettersi. "Berlusconi è amareggiato, ma si rende conto che la gestione di un gruppo diviso in due blocchi diventava difficile. Ho preso la mia decisione in piena coscienza, i tempi della mia scelta erano maturi ormai da tempo. Ma il rapporto tra me e Berlusconi sarà sempre di grande stima, affetto e massima riconoscenza da parte mia". Schifani indica la linea di 'Nuovo centrodestra': "La nostra strada è diversa ma parallela a quella di Berlusconi. I contenuti della nuova formazione politica lanciata da Alfano sono di rinnovamento della classe dirigente e di grande responsabilità. Al Paese -avverte- serve in questo momento la stabilità. Forza Italia si sarebbe assunta la responsabilità di staccare la spina all'esecutivo per motivazioni soggettive e personali che possono essere condivise per il trattamento inaccettabile da parte del Pd nei confronti di Berlusconi, ma avrebbero determinato un danno irreversibile al Paese" spiega Schifani. E aggiunge: se fosse prevalsa la linea della crisi immediata subito dopo la decadenza, ciò avrebbe anche determinato, con il ricorso alle urne, "una sicura sconfitta elettorale, perché Berlusconi non sarebbe stato candidabile", con "il pericolo di essere relegati a essere una destra ridotta e di opposizione". A marcare subito le differenze con Forza Italia ci pensa il senatore azzurro Sandro Bondi intervistato insieme alla sua compagna Manuela Repettia 'In mezz'ora'. "Nei prossimi giorni faremo i gruppi e poi insieme e democraticamente decideremo cosa fare. La mia opinione, se vedo le cose chiaramente, è inevitabile che Fi sarà all'opposizione del governo Letta". Secondo Bondi, dietro l'uscita di Alfano c'è "una manovra di Napolitano. E' il capo dello Stato che tiene insieme tutto il sistema". Dopo essere stato il "regista" nella gestione della caduta del governo Berlusconi che portò all'esecutivo Monti, sottolinea Bondi, il presidente della Repubblica avrebbe dunque "messo la zampino" nella scissione del Pdl. Immediata la replica degli 'alfaniani', con Fabrizio Cicchitto che dice: "Devo fare una autocritica. In una intervista avevo detto che Berlusconi aveva bloccato l'innesto dello stalinismo sul berlusconismo anche per gli ovvi effetti grotteschi che esso ha e quindi aveva invitato anche i piu esagitati dei suoi a moderare il linguaggio. Avendo visto e sentito gli attacchi ad alzo zero degli onorevoli Sandro Bondi e Manuela Repetti contro Angelino Alfano, la mia ipotesi si è rivelata del tutto sbagliata". Intanto nel 'Nuovo centrodestra' è cominciata la conta e con l'adesione del deputato pidiellino pugliese Antonio Leone sale a 28 la lista ufficiale degli alfaniani a Montecitorio. Al Senato, invece, il vicepremier può contare su 30 parlamentari. Ma nei prossimi giorni, assicurano in ambienti filogovernativi, il numero di nuovi iscritti al Ncd potrebbe aumentare. Secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe orientato ad aderire al gruppo degli innovatori il deputato Luigi Casero, viceministro dell'Economia, assente al Consiglio nazionale del Pdl che ha sancito la rinascita di Forza Italia.