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Beppe Grillo, operazione salva-governo fallita. Onorevoli M5s in fuga verso la Lega, lui li contatta: disastro

Marco Rossi
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Beppe Grillo non ce la fa. Prima di pranzo tra i Cinque stelle è scattato l'allarme rossissimo. Dal Senato arrivava la notizia: sulla delicata questione del Mes la dissidenza tra i senatori Cinque stelle si stava allargando e avrebbe potuto portare in serata ad un risultato molto fastidioso, sia per il governo che per il Movimento, scrive Fabio Martini sulla Stampa. Per il governo, perché sulla risoluzione di sostegno al Presidente del Consiglio in partenza per Bruxelles, il rischio era quello di scendere sotto quota 161, che a palazzo Madama è la soglia della maggioranza semplice ma è anche soglia psicologica: la storia insegna che sotto quella quota si rischia di entrare nelle sabbie mobili. Per approfondire leggi anche:  Beppe Grillo spiega così il crollo del M5s nei sondaggi Ma una dissidenza eccessiva tra i senatori avrebbe rappresentato un colpo anche per il M5S, ogni giorno impegnato su fronti sempre nuovi. Ecco perché Grillo ha cercato di convincere Lucidi e per qualche ore è rimasta la suspence. A fine giornata i conti erano chiari: la maggioranza aveva tenuto rispetto al tentativo di "spallata", la dissidenza pentastellata si è dimostrata di portata limitata, ma ora che la porta si aperta, i capi Cinque stelle devono subito richiuderla. E l'ennesimo appello di Grillo è caduto nel vuoto.

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