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Strage Viareggio: Letta, legittima e sacrosanta richiesta di verita'

domenica 24 novembre 2013
Strage Viareggio: Letta, legittima e sacrosanta richiesta di verita'

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Viareggio, 20 nov. - (Adnkronos) - La richiesta di giustizia e verita' che arriva dai familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e' "legittima, sacrosanta'; "una richiesta che personalmente e a nome del governo che presiedo condivido fin nel profondo". E' quanto scrive il presidente del Consiglio Enrico Letta in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano "Il Tirreno", in risposta alla missiva, apparsa ieri, di Marco Piagentini, presidente onorario dell'associazione "Il mondo che vorrei", che riunisce i familiari delle vittime della strage, che ha perso la moglie e due figli nel tragico incidente del 29 giugno 2009. Chiamato in causa dal superstite-simbolo della strage di Viareggio per la mancata costituzione di parte civile dello Stato, il premier Letta spiega il perche' di questa decisione. "Provo a spiegare le ragioni - giuridiche, obiettive, fattuali - della scelta della Presidenza del Consiglio di non costituirsi parte civile. Provo a dare un senso a quel 'perche" apparentemente senza risposte possibili, umanamente accettabili. Anzitutto, una premessa doverosa. La costituzione di parte civile delle amministrazioni statali, quale è la Presidenza del Consiglio, nel processo penale non serve ad assicurare l'accertamento della verità e delle responsabilità. Ciò compete solo ed esclusivamente - dichiara Letta - all'azione esercitata, davanti al giudice e col doveroso rigore, dal Pubblico Ministero. È il punto chiave della questione: lo Stato è presente attraverso il potere cui è demandata, per Costituzione, la responsabilità di fare giustizia. Non può esserlo attraverso un altro potere che non ha la titolarità formale della questione. I piani non possono sovrapporsi". In secondo luogo, ricorda Letta la costituzione di parte civile da parte di un'amministrazione pubblica "non puo' essere utilizzata per ottenere il ristoro dei danni e delle sofferenze patite dalle vittime. Anche questo, volenti o nolenti, è un dato di fatto". (segue)