Roma, 22 nov. - (Adnkronos/Ign) - "Ieri c'è stato un primo pacchetto di misure riguardo le privatizzazioni. Continueremo nelle prossime settimane e mesi". Il premier Enrico Letta interviene all'assemblea della Federcasse di Roma e assicura che il piano di privatizzazioni del suo governo andrà avanti. Le privatizzazioni "hanno un impatto positivo sul debito pubblico" e "possono averlo anche sull'efficienza dell'economia italiana", commenta il portavoce del commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn. "Però rimane la necessità delle riforme strutturali", aggiunge. Il piano di privatizzazioni "dovrà essere analizzato e lo si prenderà in considerazione per preparare le previsioni economiche invernali". Interviene il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni secondo il quale serve "ridurre lo stock del debito e in questo senso tutto aiuta, perché lo stock una volta che scende e con politiche virtuose non risale". Mentre sta per entrare alla riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, il ministro assicura: "venderemo solo quello che va bene. Soprattutto si apre una nuova stagione in cui l'Italia diventa nuovamente aperta agli investimenti internazionali e quindi è una misura con una sua caratteristica strutturale". Tra le società che il governo ha deciso di mettere in vendita con l'obiettivo di ricavare circa 12 miliardi di euro c'è Grandi stazioni, azienda partecipata al 60% dal Gruppo Fs e al 40% da Eurostazioni i cui soci sono Pirelli, Caltagirone, Benetton e Sncf, con una piccola partecipazione. Ma l'amministratore delegato Mauro Moretti a riguardo precisa: "Non vendiamo la società ma le attività che hanno più valore sul mercato". "Le privatizzazioni vanno fatte sulla base di obiettivi precisi", commenta Matteo Renzi ad 'Agorà'. "Il tema è se fai le privatizzazioni bene o no, non è l'idea privatizzo o no. Se crescono ricchezza o occupati va bene", spiega Renzi sottolineando: "Se aumentano posti lavoro ti fa capire se hai fatto bene. Questo è il tema". Per il M5S "più che un pacchetto quello di Letta sembra un vero e proprio 'pacco'. Sul piano privatizzazioni l'Italia piega la testa di fronte all'ennesimo diktat di Bruxelles e fa una marchetta ai potentati dell'Unione europea". Il governo, evidenziano i deputati pentastellati, "annuncia un frettoloso piano di dismissioni per cercare di correre ai ripari dopo la bocciatura della legge di Stabilità da parte della Commissione Ue. Il giudizio europeo, infatti, rischia di bloccare il contentino dei 3 miliardi di bonus sugli investimenti, bonus promesso per l'anno prossimo dai burocrati del Continente". Secondo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi "le privatizzazioni si possono fare e si debbono fare perché noi siamo sempre a favore del libero mercato, però ci vogliono piani complessivi che diano la dimensione e ci permettano di capire la direzione che si vuole prendere nel medio e lungo termine".




