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Matteo Salvini, sì al governissimo per l'emergenza-coronavirus: "Ma senza Giuseppe Conte"

Davide Locano
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Ora Matteo Salvini rompe gli indugi e apre in modo chiaro al governissimo, a un esecutivo di solidarietà nazionale per fronteggiare l'emergenza coronavirus e le conseguenze economiche che sta provocando. Ad una condizione, però: Giuseppe Conte si deve fare da parte. "Noi vogliamo che l'Italia riparta. Con Conte non riparte", ha sintetizzato il leader della Lega. E ancora: "Io a vedere affondare l'Italia non ci sto. La Lega c'è per accompagnare il Paese fuori dal pantano, accompagnare il Paese al voto", ha rimarcato Salvini. Sì al governissimo, insieme, e sì a un traghettatore, ipotesi che circola nei sacri palazzi della politica da giorni. Ma, come detto, il presunto avvocato del popolo, secondo il leader del Carroccio, non è compatibile con tale progetto. Leggi anche: "Governo succube delle ong": Salvini contro Conte e Lamorgese Salvini ha poi aggiunto: "Prima si vota meglio è, siamo in grado. Al voto da qui a otto mesi? Probabile". Dunque ha rivelato la sua imminente visita al Quirinale, dove è atteso da Sergio Mattarella: "Noi siamo disponibili a remare sulla scialuppa di salvataggio verso il voto". Dunque aggiunge che la visita al Colle servirà per mettere in luce come "è complicato fare una campagna referendaria con intere zone in quarantena. È impraticabile". Il leghista sottolinea poi come "mai nella vita" sarà fatto "un governo organico con il Pd". I democrat sono concordi, lo spiega Andrea Orlando: "Non se ne parla. Ci mancherebbe pure: con la Lega nessuna alleanza di governo". Ma come detto, l'esecutivo di solidarietà nazionale, ora pare più di un'ipotesi.

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