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La Corte Costituzionale boccia il Porcellum

Enrico Letta

La Consulta accoglie i due rilievi di costituzionalità sulla legge elettorale. Ora la maggioranza è teorica: 148 deputati del Pd sono "abusivi"

Andrea Tempestini
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Porcellum abbattuto. La Corte Costituzionale, al termine di una lunga Camera di consiglio, ha bocciato la legge elettorale in tutti e due i punti sottoposti al vaglio di costituzionalità: si tratta del premio di maggioranza e della mancanza delle preferenze. Nel dettaglio, il premio di maggioranza viene considerato abnorme, e inoltre la Consulta chiede di inserire una preferenza simbolica laddove la legge non la prevedeva. La pronuncia della Suprema corte può innescare un vero terremoto istituzionale. Di fatto, ora, il Parlamento è illegittimo e il governo ancor più debole. Per paradosso, però, la proncuncia della Consulta ingabbia chi vuole andare al voto: oggi, l'Italia, non ha una legge elettorale e dunque la strada che porta alle urne è preclusa. Spetterà al Parlamento stesso trovare un accordo su una riforma, e potrà prendersi tutto il tempo necessario per farlo, condannando di fatto l'Italia a una sorta di paralisi totale. I calcoli di Brunetta - La decisione della Consulta, inoltre, mette in dubbio gli equilibri parlamentari. I motivi li aveva spiegati nei giorni scorsi Renato Brunetta, che sottolineava come, nel caso di bocciatura del premio di maggioranza (cirocstanza che si è appena vertificata), deputati e senatori eletti grazie al premio stesso "potrebbero decadere" in automatico. A godere del premio alla Camera, alle ultime elezioni, fu il Partito democratico. Dunque, per Brunetta, gli "abusivi" sarebbero 148, e così gli onorevoli democratici calerebbero da 340 a 192. Secondo i calcoli di Brunetta, dunque, il centrodestra si troverebbe ad avere in tutto solo due onorevoli in meno del centrosinistra, situandosi a 190 e guadagnandone 66 rispetto agli attuali 124. "Nuove leggi" - La Consulta ha fatto sapere che "le motivazioni saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici", che sono retroattivi. Di fatto, il giorno in cui la sentenza verrà pubblicata, il Parlamento verrà svuotato di ogni legittimità. La Corte Costituzionale però sottolinea: "Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali". La decisione, dunque, in caso di un mancato accordo in aula potrebbe precipitare l'Italia in una situazione senza precedenti: un governo illegittimo, impossibilitato ad agire e, per contro, impossibilitato anche ad andare a votare fino a un nuovo accordo sull'erede del Porcellum. Le bocciature - Nel dettaglio, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità delle norme che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza - sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica - alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Consulta ha dichiarato illegittime anche le norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali "bloccate", nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza.

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