Autostrade per l'Italia ha prorogato ulteriormente la sospensione dell'incremento tariffario già approvato, ma dei rincari si sono comunque registrati in Lombardia e in Veneto. "Quest'anno i pedaggi aumenteranno sono nelle autostrade delle regioni gestite dalla Lega", è la sparata di Danilo Toninelli, il senatore del Movimento 5 Stelle che ama aprire la bocca per dire cose inesatte. Per approfondire leggi anche: Renzi, avviso di crisi sulle concessioni autostradali L'ex ministro dei trasporti afferma in una nota che "il buon governo leghista a guida Zaia porterà all'aumento della tratta Padova-Mestre dell’1,20%. Mentre, per quanto riguarda il segmento lombardo, gli aumenti sono del 3,79% per la BreBeMi (Brescia-Bergamo-Milano) e del 5% per la Piacenza-Brescia. Per la Pedemontana Lombarda gli aumenti saranno dello 0.80%. Mi verrebbe da dire - conclude Toninelli - che tutte le autostrade che portano alla Lega sono onerose e chi paga alla fine è sempre il cittadino. Quello della Lega non è un modello di gestione apparentemente virtuoso, ma perdente". Non si è fatta attendere la risposta di Elisa De Berti, assessore regionale alle infrastrutture del Veneto: "Forse Toninelli dimentica di aver firmato lui il decreto di aumento delle tariffe dei pedaggi di Cav (Concessionaria Autovie Venete). Inoltre pare aver dimenticato che Cav è una società concessionaria pubblica, l'unica con bilanci sanissimi. Se il modello di gestione di Cav è sbagliato, se 'nelle autostrade leghiste gli aumenti ci sono perché sono in perdita', perché allora firmare un anno fa il decreto con l'aumento dei pedaggi? O forse l'allora ministro pentastellato non si è reso conto di ciò che firmava?". Insomma, la tesi di Toninelli è stata presto smontata: ancora una volta ha parlato senza sapere realmente di cosa parlava.




