La frenata di Giancarlo Giorgetti sul reddito di cittadinanza è solo l'ultima mina che il premier Giuseppe Conte è chiamato a disinnescare in queste settimane. Tra M5s e Lega i rapporti sono tesi, non solo per la manovra, e il mini-vertice a Palazzo Chigi di venerdì sera tra l'avvocato e il suo sottosegretario leghista ha riportato un po' di chiarezza, ma non certo risolto i problemi. Leggi anche: "Così ci danneggia". Conte, l'irritazione per la mossa di Salvini Anche perché, spiega un retroscena del Corriere della Sera, dalle parti di Matteo Salvini non è stata presa bene la botta d'orgoglio di Conte, che dopo aver incassato con disappunto la manifestazione euro-scettica dell'8 dicembre (con cui di fatto la Lega lancia la volata per le elezioni europee) ha rivendicato il suo ruolo: "Con Bruxelles tratto io". Un modo per rassicurare i terrorizzati vertici dell'Unione europea, che però rischia di incrinare i rapporti finora cordiali con l'alleato che lo ha portato a Palazzo Chigi su richiesta del M5s e che nel frattempo è diventato, nel giro di 4 mesi, la prima forza del Paese. Una inversione nei rapporti che si riflette anche nel commento, sferzante, che secondo il retroscenista del Corsera Francesco Verderami gira tra i leghisti: "Conte è una partita Iva. Di alto livello, ma sempre una partita Iva. E una volta che termina il contratto andrà a casa".




