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Voto di scambio, Ncd e Forza Italia: "Il testo va rivisto"

di Ignazio Stagnodomenica 30 marzo 2014
Voto di scambio, Ncd e Forza Italia: "Il testo va rivisto"

2' di lettura

Prove di alleanze. O magari semplice nostalgia. A quanto pare Forza Italia e Ncd riscoprono il dialogo. Galeotto fu il ddl sul voto di scambio. Forza Italia ha presentato in aula alla Camera mille emendamenti al disegno di legge sullo scambio elettorale politico-mafioso arrivato a Montecitorio dopo l'approvazione da parte del Senato e farà ostruzionismo su un provvedimento che definisce "indecente". Lo ha annunciato in conferenza stampa il capogruppo Renato Brunetta, assieme a Francesco Paolo Sisto, Gianfranco Chiarelli e Carlo Sarro. E a sostegno della tesi di Forza Italia arriva anche Ncd. ''Nessuno intende disconoscere la necessita' che il ddl voto sul voto di scambio venga approvato in fretta, ma e' necessario che tutti i partiti affrontino la questione senza ipocrisie e demagogie'', afferma Alessandro Pagano, deputato del Nuovo Centrodestra e membro della Commissione Giustizia. L'intesa - ''Il testo uscito dal Senato, che ha stravolto quello approvato all'unanimita' dalla Camera, ha cancellato di fatto il riferimento alla piena consapevolezza del voto di scambio'', spiega Pagano, aggiungendo: ''In queste condizioni, per Ncd e' indispensabile il ritorno in commissione del ddl per approfondire tutti i riflessi che questa impostazione estremistica comporterebbe. Da qui la necessita' di audire in tempi brevissimi gli addetti ai lavori al fine di arrivare ad un testo non solo condiviso ma anche equilibrato''. Punto in comune - Insomma Forza Italia e Ncd su questo punto ritrovano un'intesa. E Fabrizio Cicchitto su twitter conferma la posizione di Ncd che è molto vicina a quella dei forzisti: "Per niente condivisibile il testo approvato dal Senato sul voto di scambio: se non viene cambiato voteremo contro''. Insomma dopo mesi di accuse e insulti, torna un piccolo asse Ncd-Forza Italia. Per le questioni serie tornano le vecchie alleanze. La cultura e le radici politiche non si scordano in pochi mesi. E ora Renzi comincia a tremare... 

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