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Berlusconi: "Non faccio saltare il Senato"

di Lucia Espositodomenica 9 marzo 2014
Berlusconi: "Non faccio saltare il Senato"

2' di lettura

Silvio Berlusconi ha ceduto a Matteo Renzi ha accettato che la nuova legge elettorale si applichi solo alla Camera. Da Tunisi al telefono ha precisato che "questa è l'ultima mediazione possibile, oltre non andiamo". In una ricostruzione di Repubblica parla della tentazione che viene definita "più audace". La contromossa del Cav è quella di bloccare l'abolizione del Senato e far saltare il tavolo. Il ragionamento che ha fatto ai suoi è più o meno questo: "Approvata la legge elettorale, porteremo avanti le riforme istituzionali, ma fino a un certo punto: non è affatto sicuro che diremo sì all'abolizione del Senato". Una strategia rischiosa perché l'abolizione del Senato potrebbe essere approvata dagli altri e, ovviamente, se Forza Italia dovesse sfilarsi potrebbe risultare impopolare. La nota Ieri martedì 4 marzo, in una nota dopo un vertice con i suoi Berlusconi spiega cosa lo ha spinto ad appgoggiare, seppure a malincuore, Renzi. I toni sono critici. Silvio prende atto "con grave disappunto" della "difficoltà" del capo del governo di "garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati". Per senso di responsabilità e "come ulteriore atto di collaborazione", Forza Italia è disponibile a "una soluzione ragionevole" che limiti l’efficacia della legge elettorale «alla sola Camera dei deputati". Per il resto rimane valido l’accordo "pubblicamente realizzato" e Silvio smentisce "patti segreti" con Renzi. Quanto al resto, ai temi economici e sociali, Berlusconi ribadisce la chiara opposizione»di Fi a partire dalla necessaria riduzione della pressione fiscale e del peso dello Stato, argomenti che ci rendono naturalmente alternativi alla sinistra.

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