L'attenzione in questi giorni si è spostata sulle quote rosa e, la settimana prossima sarà attirata dal consiglio dei ministri di mercoledì sulle misure economiche. Ma il tema della legge elettorale offre molti spunti di riflessione e soprattutto conduce all'intesa tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, di cui la legge rappresenta il suggello di un patto che vuole Renzi ancora a Palazzo Chigi e Berlusconi come capo riconosciuto dell'opposizione. Lo scenario è tratteggiato da Dagospia che intravede la soluzione a cui si arriverà sul "nodo" della legge elettorale: si voterò con l'Italicum per la Camera e con il Consultellum (proporzionale al Senato) con gli sbarramenti al tre per cento in coalizione e, dall'otto per cento fuori dalle coalizioni. E che cosa succederebbe - si chiede maliziosamente Dagospia - se Renzi e Berlusconi e Grillo (che al momento hanno i numeri per superare lo sbarramento) decidessero di dire no agli apparentamenti? La risposta è elementare: sparirebbero in un colpi solo Alfano, la Lega, Scelta Civica, Sel e i popolari di Mauro. Perché quello sbarramento fissato all'otto per cento è una soglia irraggiungibile per tutti tranne che per Renzi, Berlusconi e Grillo.




