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Matteo Salvini chiama i M5s delusi: "Le porte della Lega sono aperte", una svolta

di Davide Locanodomenica 27 ottobre 2019
3' di lettura

Mai elezione locale, nella storia politica recente, aveva avuto un significato così importante. Già, perché il voto regionale travalica i confini dell' Umbria. I 700mila elettori chiamati al voto avranno in mano, con la scheda e la matita copiativa, un' occasione unica. Anzi due: dare slancio al desiderio di rivalsa di Matteo Salvini, rimasto fuori dal governo poco meno di 8 settimane fa; azzoppare l' esecutivo di Giuseppe Conte, che invece spera di ricevere, dalle urne, la legittimazione di leader della nuova coalizione giallorossa. Se va bene, l' esperimento di un' alleanza tra Pd e Cinquestelle, sarà il primo di una serie. Se va male, si inceppa la collaborazione tra ex nemici. Da lunedì sarà tutto più difficile per il premier. Leggi anche: Così Matteo Salvini prepara la spallata al governo Test nazionale: Conte ha detto di no, ma poi si è presentato a Narni con i leader della sua coalizione - tutti tranne Matteo Renzi - per tirare la volata a Vincenzo Bianconi. Il candidato civico sostenuto dai giallorossi non ha il favore del pronostico. Molti sono pronti a scommettere sul successo della senatrice leghista Donatella Tesei, candidata del centrodestra. Sperare, però, non costa nulla: «Mi ha fatto piacere vedere sullo stesso palco Conte, Zingaretti, Di Maio e Speranza», ha detto Dario Franceschini, ministro della Cultura e capo delegazione Pd al governo. «Questa in Umbria è la prima tappa di un percorso che deve durare nel tempo. Dopo l' Umbria, ci saranno Calabria, Emilia-Romagna e poi, sempre nel 2020, Toscana, Liguria e Campania». Più cauto Luigi Di Maio che ha parlato di una "terza via" basata sul civismo. Nel video (Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev) Salvini attacca Di Maio a un comizio in Umbria Per il centrodestra il voto potrebbe diventare un avviso di sfratto per il governo. «Da 50 anni vince la sinistra, c' è aria di cambiamento», ha detto Salvini, che ha fatto appello ai grillini delusi: «Un abbraccio agli elettori, agli eletti, ai tanti cinquestelle che sono confusi, delusi, incazzati. Se volete continuare la vostra battaglia di libertà e di onestà, fatte salve le differenze, le porte della Lega sono aperte». Poi, sui rivali: «Zingaretti, Conte e Di Maio mi insultano, noi rispondiamo con il sorriso: mi fanno l' effetto che fanno i simpatici moscerini alle vacche». Anche per Silvio Berlusconi, impegnato in prima persona nella campagna elettorale sul territorio, «il voto ha significato nazionale», perché «dopo mezzo secolo cadrà il fortino rosso». Parole condivise e sottoscritte pure da Giorgia Meloni. Difficile che una sconfitta in Umbria abbia come effetto la crisi di governo. Siamo in piena sessione di bilancio e il Colle vigila su tutti i passaggi delicati che ci saranno da qui a fine anno. Poi, probabilmente, si dovrà celebrare il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, servirà una riforma dei regolamenti di Camera e Senato e una nuova legge elettorale. Insomma, il Conte bis ha altri sei-otto mesi di vita assicurata. Certo che a un insuccesso in Umbria, ne potrebbero seguire altri in regioni come Emilia Romagna e Toscana. A quel punto, non ci sarebbe altra strada che il voto anticipato. di Salvatore Dama

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