Roma, 10 giu. - (Adnkronos) - "Ho creduto fin dall'inizio in questa candidatura, ma poi la scelta e' stata autonoma e tutta di Marino, perche' fare il sindaco di Roma e' un'impresa difficile". Cosi' Goffredo Bettini ai microfoni dello speciale TgLa7 condotto da Mentana. "Penso che abbia pagato una certa irregolarita' del candidato - spiega Bettini, che analizza i risultati del voto - Marino e' un uomo che ha dato una visione, con un'attenzione persino maniacale verso i problemi delle persone e poi penso abbia pagato la sua liberta'. L'unico consiglio che gli ho dato e' stato 'ascolta tutti ma fai quello che ti dice il cuore e difendi sempre i tuoi sentimenti, la tua empatia, il tuo modo di essere e questo ha funzionato", aggiungendo poi come "a Roma Marino ha fatto il miracolo". "Con Marino c'e' una stima di lunga data e penso che a Roma noi funzioniamo quando mettiamo in campo l'innovazione politica, lo Rutelli nel '93, Veltroni lo fu dopo, adesso lo e' Marino". E su Alemanno commenta: "Odio chi infierisce sugli avversari, Alemanno in questo ha fatto male. Lui ha combattuto, ha fatto la sua battaglia, ha perso e credo che lui abbia pagato una squadra che gli stava intorno non all'altezza di Roma". E alla domanda se il nome giusto per l'Italia sia Renzi, Bettini risponde: "Per il partito no - replica Bettini - serve un persona che si dedichi al partito e ricostruisca il Pd e il campo del centrosinistra con grande pazienza e invece Renzi e' la carta che noi abbiamo se dovessimo andare alle elezioni: e' quello che ci puo' far vincere, parla a un pezzo d'Italia ed e' l'innovazione. Si deve distinguere tra il segretario del partito e il Premier - conclude Bettini che ricorda che quando propose Rutelli non gli disse di 'fare il segretario del mio partito ma il sindaco'" .




