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Pdl: pronto 'trasloco' in San Lorenzo in Lucina, prossima settimana decisiva

domenica 16 giugno 2013
Pdl: pronto 'trasloco' in San Lorenzo in Lucina, prossima settimana decisiva

2' di lettura

Roma, 11 giu. (Adnkronos) - La prossima settimana sara' decisiva per il 'monopoli' del Pdl. Silvio Berlusconi potrebbe sciogliere la riserva e dare il suo ok all'addio della sede storica di via dell'Umilta' e ufficializzare il trasferimento del partito nella nuova location di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal Parlamento. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte a Montecitorio, sembra ormai vicino il trasloco di parlamentari e dipendenti pidiellini dal numero civico 36, il palazzo che fu il quartier generale del Partito popolare italiano, di Don Luigi Sturzo. L'affitto troppo caro in tempo di crisi (quasi 2 milioni di euro l'anno) ha accelerato i tempi e i tesorieri Rocco Crimi e Maurizio Bianconi hanno colto l'occasione dopo i tagli voluti dal governo Letta con l'abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti. Una scelta condivisa a pieno dal Cavaliere, stanco di sborsare soldi di tasca propria. L'ex premier ha sempre garantito personalmente le finanze del partito con fideiussioni bancarie a doppia cifra: paga ancora i vecchi debiti dell'ex Forza Italia per oltre 55 milioni di euro. Il contratto di locazione di via dell'Umilta' (secondo l'ultimo bilancio relativo all'esercizio 2011 vale su 1 milione 871 mila 712 euro) scadra' il 30 giugno prossimo e negli ultimi mesi sono state individuate alcune nuove location: tutte al centro storico, meno onerose e adeguate ad accogliere uffici e segretarie dello stato maggiore pidiellino. Allo stato, tutto fa pensare che il Cav dira' si' ai locali (circa 2500 metri quadrati) di un palazzo in San Lorenzo in Lucina, perche' l'affitto costerebbe un quarto di quello attuale, circa 700mila euro l'anno. In via di risoluzione la pratica della nuova sede, resta il nodo dei 200 dipendenti, che verra' affrontato in un secondo momento dopo un'attenta valutazione della situazione. Il partito ha gia' congelato i contratti a termine e a progetto dei propri dipendenti (quasi tutti in scadenza) senza nemmeno che si parli di cig. Come il Pd i tagli, raccontano, saranno necessari e si teme un forte ridimensionamento dei lavoratori, ma in via dell'Umilta' stanno cercando la soluzione piu' indolore. Non e' passato inosservato, oggi in Transatlantico, il colloquio tra Crimi e Bianconi e il tesoriere del Pd, Antonio Misiani.