Roma, 26 apr. (Adnkronos) - Si sono visti a Montecitorio per circa un'ora Enrico Letta e Angelino Alfano. Un colloquio che non e' bastato a risolvere alcune questioni ancora sul tavolo. Al quale, si apprende, avrebbe fatto seguito anche un contatto telefonico tra il premier incaricato e Silvio Berlusconi. Due i piani sui quali si e' lavorato tutto il giorno: il profilo della squadra di governo e, quindi, alcune caselle-chiave, Economia e Giustizia in primis, sulle quali ci sarebbero ancora incertezze. Due piani che, nel corso della giornata, si sono piu' volte intrecciati. A quanto si apprende, Letta sarebbe molto determinato a presentare una squadra che abbia il senso del rinnovamento. Un mix di politici 'giovani', figure non logorate, e personalita' con competenze tecniche precise. Uno schema nel quale non rientrerebbero i 'big'. "Enrico sta portando avanti un'operazione ad altissimo rischio e non vuole giocarsi la faccia, ne' il suo futuro politico... Non puo' essere il governo di quelli all'ultimo giro", riferiscono. Anche personalita' di primissimo piano, come Massimo D'Alema, potrebbero non rientrare in questo schema. Sebbene, fanno sapere fonti Pd, anche lo stesso presidente Giorgio Napolitano vedrebbe di buon occhio un ruolo per l'ex-presidente del Copasir nel governo Letta. Magari con un ritorno di D'Alema alla Farnesina. Tuttavia, il piano 'generazionale' in questo caso va appunto a confondersi con quello degli equilibri nella squadra di governo: se c'e' D'Alema, allora il Tesoro deve andare al Pdl, avrebbe alzato la posta oggi Berlusconi, mettendo se stesso in campo. Troppo. "I leader si tengano fuori", ha avvertito in serata Mario Monti che stamattina ha avuto un lungo colloquio a palazzo Chigi con Letta. La quadratura del cerchio, stasera, ancora e' da trovare. "E' ancora lunga, come sempre quando si arriva agli ultimi dettagli...", spiegano fonti parlamentari del Pd.




