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Governo: Vendola, sono scomodo, contro di me campagna diffamatoria

domenica 28 aprile 2013
2' di lettura

Roma, 27 apr. (Adnkronos) - "Tira una brutta aria per la democrazia italiana. Alcune voci, considerate scomode dall'establishment, vengono sottoposte a una pesante campagna diffamatoria. Ci hanno detto nei giorni scorsi che i veri emblemi della casta erano Rodota' e Boldrini. Ora tocca a me: ho il torto di non aver rotto il patto che ho fatto con tutti gli elettori del centrosinistra. Ho il torto di sottrarmi all'abbraccio politico con Berlusconi". Cosi' in una nota, Nichi Vendola presidente di Sel, replica agli attacchi nei suoi confronti sia da parte di giornali come "Libero" e "Linkiesta" con accuse su i vitalizi dei consiglieri regionali pugliesi, che da esponenti del Pd, "Vendola membro della casta". "Non nutro nessun sentimento di odio nei confronti del leader del Pdl -aggiunge Vendola- ma penso onestamente che la politica non possa tradire una cosi' grande attesa di cambiamento per sottoporre all'Italia l'ennesima stagione di trasformismo e emergenzialismo. Se il dissenso, quale quello che io esprimo, viene considerato pericoloso e degno di censura morale, se si considera lecito praticare la denigrazione di chi non si piega, vuol dire che siamo ad un punto critico della vicenda italiana". "Chiedo ai dirigenti del Pd un atto di responsabilita': si eviti la campagna di sospetti, di bugie, di offese. Io non ho inteso minimamente lucrare sulla crisi del Pd. Mi sono espresso a nome di Sel per un'opposizione costruttiva e responsabile, il mio partito non e' mai venuto meno alla parola data. Allora -conclude Vendola- e' utile mantenere la dialettica politica nei limiti della civilta', senza mai mancare di rispetto alla verita', senza ledere la dignita' di chi e' stato alleato".