Roma, 21 ott. (Adnkronos) - "Penso che sindacati siano liberi di fare loro lavoro" e quindi "non mi scandalizzo" per la scelta dello sciopero, si è trattato però di una "risposta" un po' troppo "precipitosa". Lo dice il premier Enrico Letta a Otto e mezzo. Letta difende la legge di Stabilità, un provvedimento "complessivamente favorevole ai cittadini". "Questa legge di stabilità nelle nostre previsioni farà l'1% di crescita nell'anno prossimo. Non è una rivoluzione, sono piccole cose", continua Letta spiegando che dalla crisi "si esce passo dopo passo" e con il "timone fermo" ma sapendo "ciò che si può permettere e ciò che non si può". "Nelle ultime due manovre c'erano più tasse" mentre l'attuale legge di Stabilità, "dal punto di vista fiscale, aumenta la pressione su attività finanziarie e banche mentre aiuta chi vuole creare lavoro. Ma si può migliorare e ne discuteremo con sindacati e Parlamento, ma è manovra che dà stabilità", continua Il bonus di 14 euro "è una cifra fasulla, inesistente. Mi colpisce il fatto che operazioni di questo genere vengano credute. L'ha tirata fuori chi ha voluto creare un meccanismo di denigrazione", continua Letta. "Non condivido le critiche" di Mario Monti , osserva poi, ma "non mi infilo in polemiche che hanno poco a che fare con le cose concrete". Il presidente del Consiglio spiega di non ritenere che gli italiani siano interessati a cosa risponde a Mario Monti e che comunque chiarirà con l'ex-premier. "Non mi sono sentito con Monti, ma ci sentiremo e non ho dubbi che chiariremo". Perché Monti lo ha attaccato? viene chiesto a Letta e il premier risponde: "Non lo so". Potrebbe nascere un nuovo progetto neocentrista dalle larghe intese? "No, assolutamente no. Io sono per il bipolarismo", assicura il premier. Letta dice di non temere problemi per il governo da Matteo Renzi se diventerà segretario del Pd: "Renzi lo conosco come una persona seria, sa che c'è bisogno di stabilità anche dopo il mio governo e che bisogna far quadrare i bilanci". Quindi Renzi farà solo il segretario del Pd per un anno e mezzo? Risponde il premier: fare il segretario del Pd "mi sembra un compito abbastanza impegnativo". Il governo andrà "avanti fino al 2015. Assolutamente", assicura Letta, aggiungendo di "non aver mai pensato di gettare la spugna". "E' assolutamente necessario - sottolinea poi - che, in una delle Camere, venga approvata" la riforma della legge elettorale prima "di dicembre" quando arriverà il parere di incostituzionalità della Consulta sul Porcellum. Nella mattinata dal Forum sull'Agenda digitale promosso da Confindustria, il premier Enrico Letta parla dell'esperienza di questo governo di larghe intese, ammettendo che questi "ultimi sei mesi non sono stati semplicissimi". "Una cosa ho imparato in questa breve esperienza amministrativa, se non vengono sciolti subito tutti i nodi le cose non si fanno. Bisogna stabilire le gerarchie, dire subito chi comanda". "Abbiamo cercato di sciogliere molti nodi, e questa è la strada. Quando si mettono tutti a bordo, se comandano un po' tutti e non si dice di no a qualche ministero è il modo migliore per bloccare tutto". Parla anche di disoccupazione giovanile, "il grande incubo nazionale. Con il 38% di disoccupazione il paese non ha futuro, per questo il problema va affrontato". Quanto al tema del convegno, Letta ammette che "sull'agenda digitale l'Italia è in ritardo, dobbiamo ammetterlo, ma possiamo recuperare". La marcia del Paese verso la digitalizzazione deve essere spedita perchè è un passaggio "essenziale" per la crescita. Il governo ci crede e lo ha dimostrato subito "assumendo a Palazzo Chigi il coordinamento delle politiche di innovazione e dell'Agenda digitale: è il segnale che abbiamo l'intenzione di stimolare tutti i passaggi e di sciogliere tutti i nodi che ci sono".




