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Elezioni: l'agenda dei banchieri, lotta a spread e riforme per competere/Adnkronos

domenica 24 febbraio 2013
2' di lettura

Milano, 23 feb. (Adnkronos) - Lo spread, lo spread, lo spread. Deve essere ridotto, a ogni costo. Ma non basta: le imprese italiane devono recuperare competitivita', per reggere e, se possibile, superare la concorrenza estera. Cosa che presuppone una serie di riforme, ormai note e invocate da anni da piu' parti, ma mai attuate o attuate solo in parte, in un Paese in cui da tanto, troppo tempo il dire sostituisce il fare. E' questa, in estrema sintesi, la ricetta che i due maggiori banchieri italiani a livello operativo, gli amministratori delegati di Unicredit Federico Ghizzoni e di Intesa SanPaolo Enrico Cucchiani, indicano al governo che verra'. Sono ormai andati i tempi dei banker che partecipavano pubblicamente alle primarie del centrosinistra: Ghizzoni e Cucchiani, se hanno simpatie politiche, le tengono per se' ed e' difficile, se non impossibile, che si sbilancino pubblicamente. Finora hanno evitato accuratamente di farlo, fedeli al principio ricordato dal neopresidente dell'Abi Antonio Patuelli, liberale di antica data: "Luigi Einaudi insegna che il banchiere deve essere e sembrare imparziale, come ogni buon sacerdote". In cima all'agenda dei grandi banchieri c'e' lo spread Btp-Bund. Il differenziale dei rendimenti dei titoli di Stato italiani a scadenza decennale rispetto agli omologhi tedeschi puo' forse ancora apparire a qualcuno un numeretto un po' esoterico, ma ai grandi banchieri, che gestiscono i gangli vitali dell'economia del Paese, quel delta importa eccome. "I policymakers - scandisce Cucchiani - non possono permettersi di ignorare l'impatto dello spread. Lo spread conta, e' importante, pesa sui conti dello Stato, influenza il prelievo fiscale, determina il costo dei finanziamenti privati e condiziona la crescita". (segue)