Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - "Il diavolo veste Merkel". Cosi' titola l'ultimo post affidato da Beppe Grillo al suo blog in cui il leader M5S ripropone l'opzione 'ritorno alla lira' e accusa la politica italiana di aver "venduto l'anima al diavolo teutonico in cambio della propria sopravvivenza a spese della collettivita' su cui ha riversato austerita' e deflazione". "L'ultimo default dell'Italia - scrive Grillo - e' del 3 settembre 1992 quando il presidente del Consiglio Amato annuncio' in diretta televisiva la svalutazione della lira. Svalutare una moneta che si controlla in cui e' espresso il proprio debito pubblico equivale a ristrutturare il debito verso i creditori esteri. Nel caso dell'Italia la svalutazione fu innescata dalla impossibilita' di pagare gli interessi sul debito nel regime a cambi fissi del Sistema Monetario Europeo (SME). Ventuno anni dopo l'Italia ha ancora le mani legate, allora c'era lo SME, adesso l'Euro. L'Italia ha interessi sul debito pubblico, che ha raggiunto 2.047 miliardi, sempre piu' alti. Nel solo mese di maggio con 32 miliardi di nuovo debito pubblico pagheremo circa 1,5 miliardi di euro in piu' di interessi annui". "L'esperienza del passato - incalza Grillo - ci serve per capire cosa avverra' del nostro Paese. Nel decennio 1982 - 1992 il rapporto debito/PIL quasi raddoppio': dal 60% al 110%, questo perche' nel 1981 Tesoro e Banca d'Italia divorziarono. Da allora lo Stato non ha piu' potuto contare su un prestatore interno con cui indebitarsi e ha dovuto offrire rendimenti sempre piu' elevati per vendere il debito. Se nel 1982 l'Italia pagava un interesse reale vicino a 0 per indebitarsi, nel decennio successivo raggiunse una media del 5.5% con picchi dell'8%. E' quindi l'esplosione degli interessi sul debito cumulato ad aver portato il debito a livelli insostenibili". (segue)




