Cagliari, 13 feb. - (Adnkronos) - "La Sardegna sconta in modo particolare il peso della grave crisi internazionale al quale si somma il rilevante divario insulare che rende tutto piu' costoso. L'aggravio dei costi energetici e del trasporto ha messo in crisi profonda il sistema industriale sardo e a cascata quello del turismo, dell'artigiano e del commercio. Occorrono interventi contingenti e urgenti ai quali affiancare una visione strategica e strutturale del futuro dell'isola". Lo afferma in una nota Silvio Berlusconi, leader del Pdl nel merito della difficolta' delle imprese sarde coplite da Equitalia. "La priorita' numero uno del mio governo - dice Berlusconi - sara' quella di salvare le imprese. Da quelle artigianali a quelle commerciali, da quelle agricole alle industriali. Se le imprese falliscono, fallisce il sistema. La situazione della Sardegna e' tale che necessita di un decreto emergenziale con il quale evitare che le imprese muoiano anche sotto la mannaia di Equitalia. Se lo Stato fa fallire le imprese si fa male da solo: perde il debito capitale, perde il Pil generato dall'azienda fallita, e' costretto a pagare gli ammortizzatori sociali per tutti coloro che hanno perso il lavoro". "In Sardegna - prosegue Berlusconi - la priorita' numero uno e' salvare le imprese. Intendiamo farlo in base a quella proposta di legge avanzata proprio in Sardegna, primo firmatario Mauro Pili, insieme a quasi 100 parlamentari del Popolo della Liberta' e quasi 70mila cittadini sardi che l'hanno sottoscritta. Una moratoria immediata di almeno un anno, con la cancellazione di tutti gli oneri aggiuntivi al debito, riducendo drasticamente gli aggi illegali, le sanzioni, le more e gli interessi. Un vortice di balzelli - conclude il leader del Pdl - che moltiplica in modo esponenziale il debito iniziale anche per dieci volte. In Sardegna piu' che mai l'intervento fiscale e' prioritario. Se le imprese falliscono non c'e' futuro. Noi abbiamo il dovere di evitare questo disastro".



