Roma, 17 mag. (Adnkronos) - Per contrastare l'omofobia è necessario l'impegno costante delle istituzioni e e della società. E' la raccomandazione sottolineata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia. "Esprimo la mia vicinanza - premette Napolitano - a quanti sono stati vittime di intollerabili aggressioni e a quanti subiscono episodi di discriminazione che hanno per oggetto il loro orientamento sessuale". "Un pensiero particolare va a quei giovani che per questo hanno subito odiosi atti di bullismo che, oltre ad aggravare le manifestazioni di discriminazione, alimentano pregiudizi e dannosi stereotipi. Come ho più volte ribadito, la denuncia e il contrasto all'omofobia devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le istituzioni ma per la società tutta: in questo senso la cultura del rispetto dei diritti e della dignità della persona ha già trovato significative espressioni sul piano legislativo e deve trovare piena affermazione in primo luogo nella famiglia, nella scuola, nelle varie realtà sociali e in ogni forma di comunicazione". "In momenti di difficoltà economica - come quelli che stiamo attraversando - più che mai è necessario vigilare affinché il disagio sociale non concorra ad acuire fenomeni di esclusione gravemente lesivi dei valori costituzionali di uguaglianza e solidarietà su cui si deve fondare una convivenza civile", conclude il presidente della Repubblica. Il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenendo al Palazzo della Minerva a Roma alla celebrazione della Giornata mondiale contro l'omofobia, osserva: "Il dilagare della discriminazione sessuale è inversamente proporzionale al livello di tutela giuridica riconosciuta alle coppie omosessuali: la sfida che si pone alle istituzioni è quindi di affrontare queste dinamiche con uno spirito pragmatico e realistico che sappia abbandonare le ideologie e i preconcetti". Chiede Grasso: "Lo Stato si attivi non solo per il riconoscimento, ma anche per la concreta protezione dei diritti degli omosessuali. Questo - riconosce il presidente del Senato - è un terreno politicamente molto controverso, ma che inevitabilmente le istituzioni democratiche saranno chiamate ad affrontare nei prossimi anni". "Sono veramente e umanamente preoccupato per gli omofobi - aggiunge poi -. Liberiamoli dalle loro paure: vivranno meglio loro e vivremo meglio tutti". Per la presidente della Camera, Laura Boldrini, bisogna riconoscere i diritti degli omosessuali, a partire dalle unioni giuridiche, per contrapporsi a violenze e discriminazioni. "E' ora che i diritti alla tutela dalle discriminazioni e al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali vengano riconosciuti anche in Italia", sottolinea. Per la presidente dell'Aula di Montecitorio, "l'omofobia si combatte in tre modi: bisogna garantire maggiori diritti alle persone Lgbt; bisogna punire chi attua violenze o aggressioni di natura omofoba; bisogna combattere una battaglia culturale contro i pregiudizi e gli stereotipi", ricordando soprattutto che "riconoscere diritti a chi non ne ha non significa toglierli a chi li possiede: siamo uguali soprattutto perché abbiamo gli stessi diritti". Chiede Boldrini: "Le persone omosessuali devono veder riconosciute giuridicamente le loro unioni anche in Italia, come avviene già in 18 paesi dell'Unione europea. Non è più possibile -avverte- che due persone dello stesso sesso che si amano e desiderano passare il resto della loro vita assieme non possano avere il riconoscimento della loro unione da parte dello Stato italiano". Per Boldrini, "bisogna punire chi incita all'odio contro gli omosessuali e chi si macchia di violenze nei loro confronti. Anche su questo fronte -osserva- dobbiamo recuperare un ritardo: nella maggior parte dei paesi europei ci sono leggi che prevedono sanzioni penali per chi commette violenze omofobe e introducono il movente omofobo quale circostanza aggravante e alcuni paesi condannano la discriminazione omofoba, in modo esplicito o implicito, persino nelle loro Costituzioni".




