Roma, 5 giu. (Adnkronos) - Di fronte ai casi in costante aumento di donne perseguitate e uccise dai compagni o mariti le senatrici del Pdl hanno depositato un ddl che interviene sul codice penale in modo da introdurre l'aggravante specifica del femminicidio. E' stato presentato oggi in conferenza stampa a palazzo Madama da Alessandra Mussolini, Manuela Repetti, Elisabetta Alberti Casellati, Paola Pelino, Cinzia Bonfrisco, Eva Longo, Maria Rizzotti, Anna Maria Bernini. Nel Codice penale viene introdotto l'art. 613 bis e rispetto ai reati contro la persona (fra cui minacce, percossse, violenza sessuale, sequestro, omicidio, ma anche prostituzione minorile) si prevede che la pena sia aumentata "da un terzo fino alla meta'" se i reati commessi "in danno alle danno alle donne tali da provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale o psicologica o economica, ivi compresi quegli atti idonei a creare la coercizione o la privazione della liberta' della vita, sia pubblica che privata". "Troppe donne -ha detto Alessandra Mussolini- vengono ammazzate, massacrate: e' una mattanza che va fermata e questo ddl dice basta". Quanto alle responsabilita', "chi uccide -rileva Mussolini- spesso non e' un 'mostro' ma un uomo normale e che diventa 'mostro' perche' si trasforma un matrimonio o una convivenza in una situazione in cui la donna e' una proprieta'. Non e' cosi': la donna non e' un oggetto di cui disporre". La senatrice Elisabetta Alberti Casellati, matrimonialista, sottolinea che spesso questi reati "colpiscono donne che vivono non in condizioni di disagio ma che sono professionalmente affermate e che troppo spesso non trovano l'ascolto necessario da parte delle autorita' rispetto a questo terribile prodotto negativo dell'emancipazione che sembra essere diventato il femminicidio".




