Roma, 15 apr. (Adnkronos) - Continua in queste ore sotto traccia la trattativa, a livello diplomatico, tra Pd e Pdl per sciogliere il nodo del Quirinale. In Transatlantico, a Montecitorio, si rincorrono voci contrastanti. C'e' chi dice che non c'e' aria di intesa, perche' "le posizioni sono ancora troppo divergenti", e chi, invece, scommette che all'ultimo momento l'accordo si fara' e passera' inevitabilmente attraverso le reciproche debolezze della coppia 'B&B"', alle prese con l'incubo Prodi-Renzi. I parlamentari azzurri che credono nell'accordo in extremis, puntano sui nomi di Giuliano Amato e Franco Marini, che restano i piu' gettonati nei corridoi dei Palazzi. Silvio Berlusconi vede Prodi al Colle come una iattura vera e propria, perche' non gli garantirebbe quella 'pax giudiziaria' invocato per affrontare le prossime incombeneze processuali (caso Ruby e Mediaset, con annessa interdizione dai pubblici uffici). Con il Professore al Quirinale piu' alto il Cav sarebbe costretto ad accelerare per chiedere il voto anticipato, un'ipotesi che lo porterebbe dritto alla sfida con Renzi, dato favorito da tutti i sondaggi oltre che dall'eta' anagrafica. Il leader azzurro ha gia' fissato la dead line per la trattativa con il Pd: le 18 di mercoledi', quando nell'auletta di Campo Marzio riunira' i gruppi pidiellini di Camera e Senato per dettare la strategia alle elezioni del nuovo capo dello Stato. (segue)




