Firenze, 20 nov. - (Adnkronos) - "Il decreto non rispecchia, se non in maniera parziale, le indicazioni uscite dal Consiglio regionale e dal Consiglio delle autonomie locali della Toscana". Ad affermarlo, nel corso della comunicazione svolta nell'aula del Consiglio regionale della Toscana sul decreto di riordino delle province approvato di recente dal Consiglio dei ministri, e' stato l'assessore regionale ai Rapporti istituzionali, Riccardo Nencini, che ha parlato di "tre province e di un'inedita citta' metropolitana". "Dentro i parametri del governo poteva nascere un'altra provincia, quella Lucca e Massa Carrara, cosi' come poteva essere sviluppata in modo assai diverso l'area metropolitana fiorentina, che invece si estendera' dall'Abetone a Greve in Chianti assommando ai poteri delle vecchie province altre prerogative sotto forma di coordinamento". E ancora: "Ma non e' tutto. Nelle pieghe del decreto si intravede anche un'ipotesi di riorganizzazione dello Stato dentro il territorio". Secondo il decreto governativo, le nuove province toscane saranno tre: Arezzo, Siena e Grosseto, Massa con Lucca e Pisa e Livorno. La citta' metropolitana di Firenze, che secondo l'auspicio della Regione doveva interessare solo i comuni concentrici al capoluogo regionale, si allarghera' invece a Prato e Pistoia. "Arezzo rimane provincia e il giudizio e' positivo", ha detto Nencini. Che ha parlato di "novita' anche a livello nazionale" per l'assetto dell'area metropolitana fiorentina ed ha evidenziato che, nel caso di superprovince come quella che nascera' dall'unione di Livorno con Pisa, Lucca e Massa Carrara, "si potra' derogare alle indicazioni contenute nel decreto per l'individuazione del nuovo capoluogo perche' esso potra' essere individuato, a maggioranza, da tutti i comuni interessati alla nuova provincia".




