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Diffamazione: Farina, no a marchi d'infamia, si denunci me e risolviamo

domenica 25 novembre 2012
Diffamazione: Farina, no a marchi d'infamia, si denunci me e risolviamo

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Roma, 21 nov. (Adnkronos) - Si e' autodenunciato alla Procura di Milano, ha scritto al Presidente della Repubblica e al giudice Cocilovo, il magistrato che sporse denuncia mettendo nei guai Sallusti. Per tutto questo, "a passare come un vigliacco, un traditore, un inetto, no, non ci sto". Renato Farina, deputato del Pdl e autore del pezzo per cui e' stato condannato il direttore de 'Il Giornale', improvvisa una conferenza stampa nel cortile di Montecitorio per disconoscere e prendere le distanze dal cosiddetto 'lodo Betulla', "che rischia di trasformarsi in un marchio di infamia nei miei confronti". Si tratta dell'emendamento al ddl diffamazione, proposto da Filippo Berselli, che prevede che la multa comminata al direttore responsabile in caso di diffamazione aumenti quando l'autore dell'articolo sia un giornalista sospeso, come nel caso di Farina, o radiato. Un emendamento che Dagospia ha prontamente definito 'Betulla', dal nome in codice usato da Farina per un'altra vicenda che gli valse la radiazione, poi annullata, dall'ordine dei giornalisti. Ma Farina, alias Betulla, non ci sta e assicura di "essere nel giusto. Ci sono atti molto chiari che lo dimostrano". E illustra un 'plane B' per evitare il carcere al direttore de Il Giornale. "Il giudice che ha querelato Sallusti ora quereli me - chiede - e si potra' avviare una procedura di revocazione del giudicato che potra' evitare" che per Sallusti scattino le manette. (segue)