Roma, 21 nov. - (Adnkronos) - "E' stato positivo il confronto odierno col il presidente Francesco Smedile col quale si e' trovato un terreno comune di dialogo su misure importanti nell'ambito del riassetto di Roma Capitale. In particolare, si e' ragionato sulla necessita' di dare un'impronta alla riforma che vada oltre la mera rivisitazione geografica dei confini, puntando su un reale federalismo municipale che consenta agli enti di prossimita' di gestire autonomamente i servizi sociali, il verde pubblico sotto i 5mila mq, o i servizi Ama". E' quanto dichiara Dario Rossin, capogruppo de La Destra in Assemblea Capitolina. "Alla luce dell'accorpamento dei municipi e in virtu' dell'aumento delle responsabilita', poi, si potrebbe pensare di allargare a 6 i componenti della giunta, ponendo inoltre un tetto massimo per gli stipendi dei dirigenti, che dovrebbero essere scelti nell'ambito dell'amministrazione, al fine di valorizzare le risorse interne e non gravare sui conti - prosegue - Ai Municipi entro un anno dall'accorpamento, proprio sulla scia della loro maggiore autonomia, potrebbe poi andare la decisione relativa alle pertinenze territoriali per quelle aree al di sotto dei 10mila mq, su decisione del consiglio municipale magari con ratificata dall'Assemblea capitolina". "Decisioni importanti per fare si' che la riforma di Roma Capitale non si limiti solamente al cambio di nome dell'istituzione, ma diventi occasione di sviluppo e crescita per la citta'. Se, da una parte, e' infatti interessante l'idea della 'city' con un grande municipio di centro comprensivo del I, II, III e XVII, e con VI e VII, credo che alla fine prevarra' un'altra ipotesi che vedra' uniti II e III, XVII e I, VI e VII, IX e X - aggiunge - Decisamente, pero', quello che piu' appassiona e deve interessare non e' l'accorpamento geografico, bensi' quanto concernente Statuto e regolamento relativi al decentramento".




