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Meloni-Trump, da Ricci il peggio del Pd: "Solidarietà alla premier, non alla leader"

venerdì 19 giugno 2026
Meloni-Trump, da Ricci il peggio del Pd: "Solidarietà alla premier, non alla leader"

3' di lettura

"Alla Meloni, Presidente del Consiglio, va la mia solidarietà per le parole di Trump. Alla Meloni leader, quella che molti definiscono politica di razza, nessuna solidarietà. Ha scelto Trump come faro del suo sovranismo, ora si accorge del suo modo di fare politica estera. Troppo tardi". Eccolo, il volto peggiore del Partito democratico: l'europarlamentare Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e candidato sconfitto alle ultime regionali nelle Marche, non rinuncia al commento velenoso sul caso del giorno, gli insulti di Trump a Meloni dopo il G7 di Evian.

Il capo della Casa Bianca ha detto al telefono con L'aria che tira, su La7, che la premier italiana gli ha "fatto pena" e che solo per quello ha accettato di parlare con lei, aggiungendo che Meloni lo ha "supplicato" di fare una foto insieme. Attacco sguaiato a cui la gran parte del Pd e delle opposizioni "ragionanti", hanno risposto nel modo più logico e corretto possibile: condannando Trump e difendendo Meloni. Certo, resta sempre enigmatico il lungo silenzio della segretaria dem Elly Schlein, al momento l'unica leader a non esporsi sulla questione. Non un bel segnale, anche se per una volta il Nazareno sembra procedere in autonomia.

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"La solidarietà a Giorgia Meloni per le parole offensive rivolte alla Presidente del consiglio italiano dal Presidente Trump è piena e convinta - sottolinea il deputato dem ed ex ministro della difesa, Lorenzo Guerini -. Sarebbe nel contempo troppo facile ricordare il fallimento di chi ha scommesso sulla vittoria di Trump come un'opportunità per l'Italia vista l'assonanza ideologica. I fatti si sono incaricati di mostrare il contrario e questo è solo l'ultimo episodio. Credo che i trumpisti d'Italia, quelli secondo cui con Trump sarebbero finite le guerre o che con lui alla Casa Bianca si sarebbe costruito un ponte con l'Italia tra governi marcatamente caratterizzati a destra, abbiano da che riflettere. Certo è che le relazioni tra un'amministrazione americana e un governo italiano non hanno mai toccato punti così bassi, anche nei momenti più difficili. E questo è un dato che ci dovrebbe molto preoccupare".

"Meloni è entrata nel circolo dei premier Ue insultati da Trump - aggiunge Tatjana Rojc, segretaria della commissione Politiche Ue del Senato -, questa è una brutta storia e una lezione da imparare per capire che solo l'Europa è casa nostra e che va rinforzata. A prescindere da chi sta a Palazzo Chigi, quello di Trump è un modo di fare inaccettabile e si dovrebbe finalmente prendere atto che il presidente americano non fa distinzioni e stavolta è toccato all'Italia finire tra reietti europei che vengono 'avvisati' brutalmente. Il cumulo di errori fatti in Iran e in Israele sta mettendo in difficoltà la Casa Bianca e i contraccolpi si sentono". 

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"Trump è stato volgare e inqualificabile. Come spesso accade, purtroppo. E va condannato - premette Alessandro Alfieri, altro senatore Pd -. Sorprende però che la destra italiana se ne renda conto solo oggi, dopo due anni in cui lo hanno lusingato e a tratti osannato, mentre lui era occupato a delegittimare le istituzioni multilaterali e a minare la coesione tra Paesi europei sostituendo il diritto internazionale con l'uso della forza. Ora non servono le reazioni stizzite ma risposte politiche. L'unica strada è investire nell'autonomia strategica del nostro continente a partire da una politica estera e di difesa comune. E par fare questo serve superare la logica dell'unanimità promuovendo le maggioranze qualificate. Cosa che Meloni continua a non voler fare. Quando invece sarebbe questo il modo migliore per rispondere a Trump da parte del nostro Paese".

"L'asse atlantico si dimostra oggi insostenibile - è invece la tesi di Goffredo Bettini, grande vecchio del Pd -. Occorre massima autonomia dell'Europa e dell'Italia. A parte l'opposizione a questo governo, che ogni giorno che passa ci allarma sempre di più, è inaccettabile il disprezzo dimostrato da Trump verso il nostro Paese e i suoi vertici istituzionali. La mancanza di lealtà, di una minima correttezza nei rapporti e la volgarità e improvvisazione umorale dei suoi comportamenti, rendono il presidente degli Stati Uniti il motivo principale di allarme per un equilibrio stabile e pacifico dei rapporti internazionali".

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