(Adnkronos) - Il procuratore difende quindi la scelta delle intercettazioni: "Vi erano fondati sospetti che gli esponenti delle istituzioni che dovevano essere sentiti potessero concordare fra loro la versione da riferire. Ecco perche' si e' ritenuto di ricorrere a uno strumento di accertamento idoneo". "Noi cerchiamo di fare il nostro sovere- rimarca-, pe rla parte di competenza che ci spetta. I colleghi di caltanissetta e di Firenze indagano sulle stragi. C'e' poi la commissione antimafia, che sta facendo un ottimo lavoro". "Sono certo -conclude Ingroia- che ci sara' coesione fra tutte le componenti dello Stato, perche' sia accertata la verita'. Adesso pero' sarebbe necessario un atto di coscienza da parte di chi, all'interno delle istituzioni, conosce la verita' e fino ad oggi ha taciuto".




