(Adnkronos) - Da Narducci invece una presa di distanza dagli atti approvati "probabilmente - prosegue de Magistris - con l'intento di gestire in proprio la sua immagine sfruttando i media e privileggiando, quindi, il suo rapporto con i mezzi di informazione rispetto a quello con il sindaco, con cui non ha avuto il buon senso e il buon gusto di parlare nemmeno in questo frangente, nemmeno quando ha scelto di dimettersi, per altro con una tempistica che puo' anche lasciar pensare ad una volonta' di colpire l'amministrazione in un passaggio delicato come quello che stiamo vivendo: la discussione e l'approvazione del bilancio in Consiglio comunale. Abbandonare la nave nel momento di difficolta' e' semplice, ma non e' un comportamento che puo' essere compatibile con la nostra sfida: dare a Napoli un nuovo volto, dare a Napoli una nuova speranza". "Non nascondo l'amarezza provata - aggiunge il sindaco di Napoli - per me era un assessore di punta e di riferimento, che ho difeso anche quando il suo operato era lesivo per la compattezza della stessa Giunta, oppure quando cozzava con la citta' dei diritti, soprattutto dei piu' deboli, che vogliamo realizzare. E' accaduto spesso, infatti, che Narducci travalicasse il mandato dell'indirizzo politico spettantegli, interferendo con la legittima azione amministrativa, tanto da essere soggetto, seppur indirettamente, ad una sentenza critica in sede giudiziaria che ha infatti riconosciuto la legittimita' dell'azione amministrativa stigmatizzando il comportamento dello stesso assessore". "Cosi' come spesso e' accaduto - ricorda de Magistris - che declinasse la politica non come risoluzione dei problemi volta alla tutela dei piu' deboli nell'orizzonte della legalita' e del diritto, ma come cieca intransigenza e furioso formalismo della norma, spesso paradossalmente accanendosi con i piu' deboli, arrivando a confondere legalita' formale con legalita' sostanziale, strumentalizzando politicamente il rispetto della legge e della Costituzione che devono necessariamente realizzare la giustizia sociale".




